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Arabia Saudita e Emirati Uniti: anno nuovo, fisco nuovo (con l’Iva al 5%)

L’Iva ha fatto il suo debutto oggi in Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, con un’imposta del 5% che sarà applicata su beni e servizi prodotti nel Paese. Lo riferisce l’emittente Al Jazeera, spiegando che la misura ha l’obiettivo di rinforzare il processo di diversificazione di un’economia troppo ancorata alla produzione petrolifera. Tra i beni che saranno colpiti dalla tassazione ci sono alimentari, vestiti, carburanti, prodotti di elettronica, telefoni, acqua e bollette dell’elettricità. Si “salvano” invece dal nuovo regime affitti, acquisiti immobiliari, biglietti aerei e tasse scolastiche. Il gettito dell’imposta sarà destinato a investimenti infrastrutturali e di sviluppo economico, all’interno di un progetto concordato con il Consiglio di cooperazione del Golfo (l’organizzazione che riunisce i sei paesi del Golfo persico). I restanti quattro paesi della sigla (Qatar, Bahrain, Oman and Kuwait) avranno tempo fino al primo gennaio 2019 per adeguarsi alla novità fiscale. 

L’Fmi: decisione importante, ritorni dal 1,5% al 3% del Pil
Tim Callen, rappresentanti del Fondo monetario internazionale (Fmi) in Arabia Saudita, ha salutato la misura come un «passo importante nella giusta direzione»: la riduzione della dipendenza dal petrolio delle economie del Golfo, troppo esposte alla fluttuazione borsistica delle materie prime.
«Questo rende i paesi vulnerabili alle oscillazioni del prezzo dell’olio - ha detto Callen - È importante che i paesi del Golfo diversifichino le loro risorse per diminuire la dipendenza». Secondo le stime dell’Fmi, l’imposta potrebbe garantire un ritorno pari all’equivalente dell’1,5-3% del Pil nelle casse dei paesi che adottano la misura.

Alcune previsioni, però, sono meno entusiastiche. Analisti interpellati da Al Jazeera spiegano che il debutto dell’Iva rischia di «non avere un grande impatto» sulle economie arabe, «rivolte più all’esterno che sui consumi interni». Altri ipotizzano un «ritorno misto», bilanciato fra effetti positivi sul breve periodo (più gettito nelle casse statali) e negativi in prospettiva (l’alquota potrebbe deprimere la spesa privata).

Il piano-record per il 2030 dell’Arabia Saudita
La scelta di introdurre l’Iva rientra nell’ambizioso bilancio di Stato presentato dall’Arabia Saudita a dicembre. Il budget stanziato è pari all’equivalente di 261 miliardi di dollari solo per l’anno fiscale corso, in linea con un pacchetto di riforme (il cosiddetto «Vision 2030») che mira ad ampliare le risorse economiche del Regno. Uno tra i punti caldi del programma è la cessione di una quota del 5% di Aramco, il colosso petrolifero locale, in un processo di offerta pubblica che potrebbe valere una raccolta per l’equivalente di 100 miliardi di dollari.

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