Mondo

«Fire and fury»: le rivelazioni del libro che scatena l’ira…

  • Abbonati
  • Accedi
IN USCITA IL 9 GENNAIO

«Fire and fury»: le rivelazioni del libro che scatena l’ira di Trump

(Ap)
(Ap)

Uscirà solo il 9 gennaio “Fire and Fury: inside the Trump White House”, il libro del giornalista Michael Wolff sulla presidenza di “The Donald” che ha scatenato l’ira della Casa Bianca, ma il titolo è già in vetta alla classifica di Amazon. Lo stesso Wolff, che al suo attivo ha una biografia di Rupert Murdoch, ha segnalato l’ascesa del volume, edito da Henrty Holt e frutto di oltre duecento interviste. «Fire and Fury ci mostra come e perché Trump è diventato il re della discordia e della divisione», si legge sul sito di Amazon. Eccone alcune chicche.

Trump mangia al McDonald’s per paura di essere avvelenato. «A lungo timoroso di essere avvelenato, direbbe che un motivo per cui gli piace mangiare da McDonald's è perché nessuno sa che ci stava andando e il cibo è preparato in modo sicuro».

Ivanka prima donna presidente. La figlia di Trump e il marito Jared avevano concordato che se ci fosse stata un'occasione sarebbe stata lei a correre per la Casa Bianca. La prima donna presidente, avrebbe detto divertita, non
sarebbe stata Hillary, ma Ivanka Trump. La fonte è Steve Bannon.

Gli insulti di Trump al suo staff. Dopo aver parlato al telefono con i suoi collaboratori, Trump non risparmiava commenti pesanti sul suo staff: Bannon era «sleale», l’ex capo dello staff Reince Priebus «debole» ma anche un «nano», il genero Jared Kushner un «leccapiedi», l’ex portavoce Sean Spicer uno «stupido», la consigliera Kellyanne Conway una «frignona».

Ivanka sull’acconciatura del padre. Secondo l'autore, la figlia del presidente «ha descritto spesso agli amici la meccanica che sta dietro: una pelata completamente rasata - una isola contenuta dopo una operazione per ridurre il cuoio capelluto - circondata da un folto cerchio di capelli intorno ai lati e alla fronte, dal quale tutte le estremità sono tirate su per incontrarsi al centro e poi essere raccolti sulla nuca e fissati con uno spray solidificante».

Bannon sull’incontro coi russi alla Trump Tower. «Anche pensando che non era sovversivo, o antipatriottico, o una cosa brutta, e mi è capitato di pensare che era tutto di questo, si sarebbe dovuto chiamare l'Fbi immediatamente - avrebbe dichiarato il capo degli strategist di Trump - la possibilità che Don junior non abbia portato questi jumos (parola apparentemente inventata, ndr) su nell'ufficio del padre al ventiseiesimo piano è zero».

Trump e quella noiosa Costituzione. «Sono arrivata sino al quarto emendamento, prima che il suo dito abbassasse le labbra e i suoi occhi roteassero indietro», confida la sua ex consigliera Sam Numberg, ricordando che “The Donald” non aveva alcun interesse per un testo che conosce molto poco.

© Riproduzione riservata