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Fuga di hacker e ingegneri dalla Nsa per «problemi etici» (e di…

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IL CASO

Fuga di hacker e ingegneri dalla Nsa per «problemi etici» (e di stipendio)

(Afp)
(Afp)

Centinaia di informatici, ingegneri e data scientist sarebbero in fuga dalla National Security Agency, l’agenzia di spionaggio Usa, per «problemi morali» nel lavoro quotidiano con l’organismo. Lo riporta il quotidiano statunitense Washington Post, precisando che non ci sono numeri specifici ma le dimensioni del fenomeno sembrano interessanti. I professionisti, diretti per lo più su aziende private, lamentano «riorganizzazioni controverse» e il «clima di sospetto» che si è instaurato nella Nsa dopo scandali planetari come il datagate e la notizia di violazioni a informazioni interne.

Il dipartimento più colpito dalla emorragia sarebbe quello che si occupa di temi sensibili come analizzare i dati riservati al briefing del presidente Usa e il monitoraggio delle minacce alla sicurezza nazionale, incluso Isis, Russia e Corea del Nord. Attualmente l’Nsa, con il suo quartier generale di Fort Meade (Maryland), occupa circa 21mila civili.

Tasso di abbandono fra il 5 e il 9%
Secondo i dati riportati dalla testata Usa, il tasso di abbandono dei professionisti reclutati dalla Nsa oscilla fra il 5,6% delle risorse specializzati in scienze, tecnologie e matematica e l’8-9% di hacker e figure che si occupano del monitoraggio degli attacchi informatici. Non vengono forniti dati sulle sue vacancies, le posizioni aperte, ma fonti interpellate dal Washington Post fanno notare che sarà difficile rimpiazzare i talenti persi con figure simili per curriculum e competenze. L’Nsa è nel vivo di una crisi di immagine esplosa con le rilevazioni di Edward Snowden, l’ex consulente che rivelò nel 2013 le intrusioni nella privacy dei cittadini attuate dall’agenzia.

Questioni etiche a parte, alcuni professionisti si sentono «messi ai margini» da un riassetto organizzativo che prevede la fusione fra i dipartimenti dediti allo spionaggio elettronico e quello, più generale, dei network per la difesa pubblica. Un’aggregazione che starebbe compromettendo l’efficienza del lavoro, creando una grossa «distrazione» rispetto agli obiettivi dell’agenzia. Senza dimenticare l’handicap del ricambio generazionale: anche nell’Nsa, a quanto scrive il Washington Post, si polemizza sul fatto che l’età venga premiata più delle qualifiche effettive.

Le “sirene” della Silicon Valley
Sullo sfondo della fuga di talenti dall’Nsa ci sono anche le offerte di lavoro più appetibili nell’Ict, uno tra i mercati capaci di offrire le retribuzioni più alte nell’economia Usa. In particolare il settore privato della cyber-sicurezza, secondo dati forniti dall’agenzia Burning Glass Technologies, ha bisogno di 270mila risorse specializzate e offre contratti di partenza anche sopra i 200mila dollari. Più di quanto guadagni un ufficiale senior della Nsa, scrive il Washington Post.

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