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Trump contrattacca alle accuse di Wolff: «Quel libro è…

il libro contro il presidente usa

Trump contrattacca alle accuse di Wolff: «Quel libro è fiction. E io sono un genio molto stabile»

Donald Trump nuovamente all’attacco del libro del giornalista Michael Wolff “Fire and Fury - Inside the Trump White House”, che sta andando a ruba nelle librerie Usa e nel quale il presidente Usa viene descritto come mentalmente non inidoneo per il suo alto incarico. «Sono un genio, e stabile», ha twittato il capo della Casa Bianca. In una serie di straordinari post mattutini, Trump ha detto che i suoi critici democratici e i mezzi di informazione degli Stati Uniti stanno puntando sulla questione della sua sanità mentale e della sua intelligenza (rievocando il morbo di Alzheimer dell’ex presidente Ronald Reagan), dal momento che non sono stati in grado batterlo in altri modi .

«In realtà, durante tutta la mia vita, i miei due più grandi punti di forza sono stati la stabilità mentale e l’essere davvero intelligente: «Sono passato da essere un uomo d'affari MOLTO riuscito, a una top star televisiva a presidente degli Stati Uniti (al mio primo tentativo). Penso che questo potrebbe qualificarsi come non intelligente, ma genio... e un genio molto stabile!»

Trump ha scritto i tweet dal ritiro presidenziale a Camp David, nel Maryland, dove sta incontrando alcuni leader del Congresso repubblicano e molti segretari di gabinetto per programmare l’agenda legislativa del nuovo anno, ma il libro di Wolff ha dimostrato di essere un altro shock per il presidente e i suoi migliori collaboratori.

Nel pomeriggio Trump è tornato a commentare la vicenda del libro su di lui in una conferenza stampa. Ribadendo di non avere mai incontrato l’autore il presidente ha definito “Fire and fury” «un’opera di fiction». Ed ha aggiunto: «Tutto quello che ho fatto è appropriato al 100%».

L’inquilino della Casa Bianca ha poi aggiunto che il Messico pagherà per il muro «in qualche modo». La sua amministrazione ha chiesto al Congresso 33 miliardi di dollari per la sicurezza al confine, di cui 18 miliardi per costruire oltre 1.100 chilometri di barriere, nuove o sostitutive di quelle esistenti.

Wolff ha detto ieri, intervistato da Nbc, che il personale della Casa Bianca considera Trump come un bambino: «L’unica descrizione che ognuno ha dato è che il presidente è come un bambino: ha bisogno di una gratificazione immediata, non legge, non ascolta. È come un flipper». I collaboratori e i sostenitori di alto profilo di Trump sollevano, però, dubbi sulla credibilità di Wolff. La portavoce della presidenza Sarah Sanders ha affermato a inizio settimana che il libro è pieno di errori, nonostante il giornalista abbia avuto un accesso insolitamente ampio alla Casa Bianca per quasi un anno.

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