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A Stoccarda pizza e vino (anche) della ‘ndrangheta

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Radici nella distribuzione tedesca

A Stoccarda pizza e vino (anche) della ‘ndrangheta

La sede della Dda di Catanzaro
La sede della Dda di Catanzaro

Così come i tedeschi non vogliono credere, ancora oggi, che la mafia calabrese ha messo radici profondissime nella loro patria, allo stesso modo non sapevano di bere, in alcuni ristoranti, proprio il vino della ‘ndrangheta. O di mangiare pizza prodotta grazie ai semilavorati di imprese controllate dalle cosche. L'operazione Stige della Dda di Catanzaro, che ha condotto all'arresto di 169 soggetti accusate a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, peculato, turbata libertà degli incanti, corruzione e danneggiamento, reati tutti aggravati dal metodo mafioso, rivela che la cosca crotonese Farao-Marincola può contare su diverse cellule operative in territorio tedesco.

In particolare, secondo investigatori e inquirenti, una cellula è attiva in Assia, capeggiata da un soggetto direttamente dipendente dagli esponenti di vertice della cosca, la cui principale finalità era quella di imporre in Germania, specie tra i ristoratori di origine italiana, prodotti vinicoli ed alimentari di imprese controllate dalla cosca stessa. Su tutti quelli di una cantina vinicola. Un'altra cellula è invece operativa nel Baden Wurttemberg, in particolare nella zona di Stoccarda, dove altri due soggetti promuovevano e monopolizzavano il mercato dei semilavorati per pizza, nonché dei prodotti vinicoli di un'altra società agricola, occultamente controllata dalla ‘ndrangheta di Cirò Marina.

Con tutta una serie di atti di concorrenza sleale, mediante minaccia di stampo mafioso, hanno sbaragliato la concorrenza. Non da oggi ma dalla metà degli anni Novanta.

Gli accertamenti della Polizia di Offenbach, coordinata da quella di Wiesbaden (Assia), ha anche accertato che un'associazione di Offenbach, dove era stata regolarmente registrata, era stata fondata allo scopo di sostenere e diffondere la cultura della cucina calabrese. A partire dal 16 settembre 2013, la Polizia di Offenbach, ha intercettato alcune utenze telefoniche. Il risultato è che proprio attraverso l'associazione era stata favorita la distribuzione e commercializzazione all'estero del prodotto vinicolo di una specifica cantina e altri prodotti riconducibili ad attività commerciali di soggetti affiliati alla ‘ndrangheta di Cirò. I canali distributivi dell'associazione sono stati impiegati dalla famiglia Farao come supporto per consentire alle stesse imprese ‘ndranghetiste non solo di esportare il loro prodotto da commercializzare in Germania ma anche di creare una struttura logistica composta da sede, attrezzature e veicoli, che consentivano, agli stessi affiliati, di insediarsi sul territorio tedesco.

r.galullo@ilsole24ore.com

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