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La richiesta shock del sindacato tedesco IG Metall: 6% d’aumento…

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industria a rischio blocco

La richiesta shock del sindacato tedesco IG Metall: 6% d’aumento e più tempo per la famiglia

IG Metall (IGM) ha indetto scioperi dei metalmeccanici in tutta la Germania (REUTERS/Ralph Orlowski)
IG Metall (IGM) ha indetto scioperi dei metalmeccanici in tutta la Germania (REUTERS/Ralph Orlowski)

I dividendi sono aumentati del 10-15 per cento nel 2017 e ora i metalmeccanici tedeschi chiedono aumenti salariali del 6 per cento, oltre a una maggiore flessibilità con possibilità di ridurre l’orario di lavoro per un periodo fino a un massimo di due anni a causa di esigenze familiari. Il potente sindacato IG Metall - 2,3 milioni di iscritti - ha ribadito oggi la sua posizione minacciando di bloccare tutta l’industria tedesca se i colloqui in programma dovessero fallire. Lunedì scorso decine di migliaia di dipendenti hanno fermato i più importanti stabilimenti del Paese, soprattutto dell’automotive.

L’attuale fase di scontro covava sotto la cenere da tempo, da quando negli anni della crisi economico-finanziaria i sindacati hanno accettato il contenimento salariale per salvare posti di lavoro. Adesso però l’economia tedesca si è rafforzata: Destatis oggi ha comunicato che nel 2017 il Prodotto interno lordo è aumentato del 2,2 per cento. L’export continua a crescere e insieme alla domanda interna - effetto dell’alta occupazione - sostiene con forza lo sviluppo della prima economia europea. Il tasso di occupati ai massimi storici fa sì che le aziende fatichino a trovare manodopera specializzata; la produzione industriale nel mese di novembre ha fatto un balzo del 3,4% e proprio il settore dell’auto ha mostrato la dinamica più forte. Inevitabile in queste condizioni che si apra una stagione di negoziati sui salari. Ma i datori di lavoro hanno offerto aumenti del solo 2 per cento e soprattutto, attraverso la propria organizzazione Gesamtmetall, hannoi finora respinto la richiesta di tagliare l’orario di lavoro.

I Germania, dopo vent’anni dall’introduzione delle 35 ore, si torna a parlare di orari perché i metalmeccanici di IG Metall chiedono che i lavoratori abbiano il diritto di ridurre le ore settimanali lavorate da 35 a 28 quando intendano prendersi cura di figli o anziani. Dopo due anni di part time il lavoratore avrebbe il diritto di tornare a tempo pieno.

Il no dei datori di lavoro deriva dalla difficoltà a riempire i posti vacanti nelle aziende, a causa della mancanza di lavoratori qualificati. I sindacati, però, insistono. Un incontro importante è previsto oggi nel Baden-Württemberg, il Land dove hanno sede industrie del calibro di Daimler, Bosch e Porsche.

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