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Wef: dai cyberattacchi al nucleare, i grandi rischi per il mondo

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SONDAGGIO

Wef: dai cyberattacchi al nucleare, i grandi rischi per il mondo

(Agf)
(Agf)

LONDRA - La ripresa economica globale in corso rappresenta un'opportunità, non un risultato, e non deve portare a un pericoloso senso di sicurezza: questo il monito lanciato oggi dal World Economic Forum (Wef), che ha presentato a Londra la tredicesima edizione del Global Risks Report per il 2018.
«La crescita economica è un elemento necessario ma non sufficiente, - ha detto oggi Rick Samans, Head of Global Agenda al Wef. – Servono interventi a diversi livelli per gestire la crescita e incanalarla nel modo più costruttivo possibile. Solo la cooperazione tra settore pubblico e privato e il dialogo a livello internazionale può aiutarci a gestire i grandi rischi che il mondo deve affrontare».

Il rapporto, basato su un approfondito sondaggio tra mille esperti e leader in tutto il mondo, rivela che il 59% ritiene che i rischi siano in aumento quest'anno. I rischi più gravi sono considerati le armi di distruzione di massa, gli eventi meteorologici estremi e i disastri naturali.
Il 93% degli interpellati prevede un inasprimento delle tensioni economiche e geopolitiche tra le maggiori potenze mondiali con tutti i rischi che questo comporta. I rischi ritenuti più probabili dagli esperti sono però tutti legati all'ambiente: dagli eventi meteo estremi alla perdita di biodiversità, dai disastri naturali a crisi nell'approvigionamento idrico.

Un altro elemento di rischio da non sottovalutare è rappresentato dagli attacchi informatici che diventano sempre più sofisticati e intensi. «Troppe poche risorse sono dedicate alla cybersecurity, - ha sottolineato John Drzik, presidente di Marsh Global Risk & Digital. - Ci attendiamo un aumento notevole degli attacchi quest'anno in tutti i settori, con un impatto economico potenzialmente devastante, anche superiore a quello di alcuni disastri ambientali».

Gli attacchi cyber tendono a colpire infrastrutture critiche e settori industriali strategici e presentano quindi un rischio, in casi estremi, di possibili blocchi nel funzionamento normale delle società e delle organizzazioni. Per il business gli attacchi rappresentano un rischio devastante, ha detto Drzik, dato che solo un terzo delle imprese ha una strategia per prevenire o contrastare un attacco cyber.

Una crisi finanziaria è tutt'altro che improbabile, avverte il rapporto, a causa dei prezzi elevati degli asset con un rischio di bolla e di altissimi tassi di indebitamento a livello globale, non solo in Cina. La crescita economica è un fattore positivo, ma non sta portando a una riduzione delle profonde diseguaglianze, che rappresentano un fattore di rischio sociale. L'ondata di populismo e le tendenze nazionaliste inoltre rischiano di portare all'isolazionismo proprio in un momento in cui la cooperazione multilaterale è fondamentale per gestire rischi globali come quelli geopolitici, ambientali e legati alla cybersecurity.

Per quanto riguarda l'Italia, i rischi maggiori individuati dagli esperti sono il fallimento delle istituzioni finanziarie, gli elevati livelli di disoccupazione, l'instabilità sociale e il fallimento nella gestione del fenomeno migratorio.

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