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Bloccato il governo Usa. Le trattative sul budget continuano tra le accuse

scontro sulla legge di bilancio

Bloccato il governo Usa. Le trattative sul budget continuano tra le accuse

(Afp)
(Afp)

NEW YORK - Bloccato il governo americano: Casa Bianca, repubblicani e democratici non sono riusciti a trovare un nuovo accordo, anche solo temporaneo, sul budget. E i fondi sono cosi' scaduti dalla mezzanotte statunitense di venerdi'. Una paralisi comincera' ad affliggere le attività non essenziali dell'amministrazione federale, anche se l'impatto iniziale sara' attutito dal fine settimana. La crisi è stata scatenata anzitutto delle divergenze sull'immigrazione, sulla richiesta democratica di inserire nel piano la legalizzazione dei clandestini arrivati da bambini nel paese, i cosiddetti Dreamers.

Una proposta di finanziamento del governo repubblicana senza concessioni sull'immigrazione e' fallita al Senato con soli 50 voti a favore contro 49 mentre era necessaria na super-maggioranza di 60 voti. Gli Stati Uniti sono senza un budget annuale per le aspre divisioni in Parlamento e dall'inizio dell'anno fiscale, a ottobre scorso, hanno finora utilizzato tre provvedimenti temporanei in successione, battezzati Continuing resolutions, per finanziare le attivita' governative.

Le trattative continuano a oltranza tra le parti per cercare un compromesso - forse entro lunedi' quando riaprono i mercati e teoricamente dovevano riaprire tutti gli uffici federali - anche dei brevissima durata che superi l'impasse e consenta negoziati piu' approfonditi. Immediati, pero', anche gli scambi di accuse: il leader repubblicano Mitch McConnell ha definito i rivali irresponsabili. Il democratico Chuck Schumer ha risposto che e' vero il contrario, sono stati i repubblicani e la Casa Bianca a non mostrare alcuna flessibilita' sull'immigrazione.

Ha affermato che la paralisi verra' ricordata come il Trump Shutdown. Schumer ha aggiunto di aver offerto a Trump anche fondi per la costruzione del muro con il Messico in cambio di un'apertura sugli 800.000 Dreamers, durante un incontro in extremis alla Casa Bianca, ma che i repubblicani hanno lasciato cadere ogni compromesso. Trump ha cancellato precedenti protezioni ai Dreamers a partire da marzo.

Dallo scoccare della mezzanotte a chiudere sono le attivita' classificate come non essenziali - escluse dunque sicurezza, forze armate, sanita' indispensabile. L'amministrazione ha fatto sapere che terra' per ora aperti anche i parchi nazionali per minimizzare gli effetti. L'impatto potenziale e' tuttavia vasto: l'ultimo shutdown, nell'ottobre del 2013 per il duello tra Barack Obama e i repubblicani, si protrasse per sedici giorni, costo' 24 miliardi di dollari e lascio' a casa circa 850.000 dipendenti federali.

La Camera aveva approvato giovedi' notte, con 230 voti a 197, una legge per finanziare il governo per quattro settimane, una nuova estensione dopo tre simili provvedimenti dall'inizio dell'anno fiscale a ottobre in mancanza di un budget annuale vero e proprio nel clima avvelenato di Washington. Un successo ottenuto grazie a promesse dei leader alla corrente ultra-conservatrice, di prossime stretta sull'immigrazione e la sicurezza. Ma al Senato la battaglia e' stata dura: diversi senatori della stessa maggioranza, almeno quattro compreso l'influente Lindsey Graham, avevano indicato che si opporranno alla legislazione della Camera.

La partita al cardiopalma sul budget non ha ancora scosso i mercati finanziari, che venerdi' hanno vissuto un'atmosfera di incertezza in attesa di sviluppi e chiarezza. Il rischio e' pero' che le ripercussioni di una paralisi dell'amministrazione federale, se si protrarra', e del suo significato in termini di difficolta' di governo, sin facciano sentire.

Donald Trump ha fatto sapere di aver cancelleto un fine settimana che aveva programmato in Florida, al suo resort golfistico di Mar-a-Lago, in cerca di una soluzione. Ha pero' lui stesso complicato i negoziati: aveva prima detto di essere contrario a un rinnovo, assieme al compromesso sul budget, di un tradizionale programma sanitario per i bambini poveri, il Chip, ormai a sua volta scaduto. Poi era parso ricredersi, con la proposta ultima che prevedeva un rinnovo del Chip per sei anni. Trump aveva anche e soprattutto ribadito di voler costruire un muro al confine con il Messico come parte di qualunque intesa sulla protezione dei Dreamers e alzato il tiro accusando i democratici di essere ossessionati dagli aiuti agli immigrati illegali. Nei giorni scorsi aveva inoltre aggravato le tensioni definendo i paesi piu' poveri dai quali arrivano immigrati come “nazioni di m…”.

Sullo sfondo della partita si stagliano anche le elezioni di meta' mandato, per il rinnovo del Congresso a novembre. I democratici sperano di riconquistare la maggioranza, grazie all'impopolarita di Trump. I repubblicani si battono per mantenerla. Entrambi i partiti intendono far pagare ai rivali il prezzo elettorale di uno shutdown.

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