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Nel giorno di Davos Trump annuncia dazi su lavatrici e pannelli solari.…

battaglia sul commercio

Nel giorno di Davos Trump annuncia dazi su lavatrici e pannelli solari. Cina e Corea protestano

NEW YORK - Il governo americano non ha ancora riaperto del tutto i battenti dallo shutdown provocato allo scontro sul budget che l'amministrazione Trump si è immediatamente lanciata in nuove battaglie economiche e commerciali sulle frontiere internazionali. Ieri notte l'amministrazione ha fatto scattare un drastico giro di vite soprattutto contro Pechino, ma non solo, penalizzando l'import di lavatrici e di pannelli solari. Una mossa diretta ufficialmente a proteggere i produttori domestici e annunciata alla vigilia del messaggio che il presidente Donald Trump dovrebbe portare anche al Forum internazionale di Davos, quello di America First, gli interessi nazionali americani prima di tutto.

Le lavatrici importate, in particolare, saranno colpite da dazi fino al 50% stando ai propositi annunciati dall'amministrazione americana, percentuali poi destinate a scalare nei prossimi sei anni. In particolare, gli Usa applicheranno una tariffa del 20% sulle prime 1,2 milioni di grandi lavatrici ad uso residenziale importate nel primo anno e del 50% su quelle che superano la cifra di 1,2 milioni. Dal terzo anno i dazi scenderanno al 16% per il primo gruppo e al 40% per il secondo. Simili tariffe dovrebbero essere affiancate da limiti alle quote di import. I dazi sui pannelli solari, nonostante minacciano di danneggiare lo sviluppo dello stesso settore statunitense allargato dell'energia rinnovabile, arriveranno fino al 30% e a loro volta andranno a diminuire nel corso del tempo, scendendo al 15% dal quarto anno. I primi 2,5 gigawatt di celle solari importati saranno invece a dazio zero.

Protestano i colossi della Corea del Sud
La Corea del Sud protesta e già annuncia che sottoporrà alla Organizzazione mondiale del commercio (Wto) una petizione contro i dazi varati dagli Usa su pannelli solari e lavatrici importati da Seul: una decisione «eccessiva che apparentemente costituisce una violazione delle disposizioni del Wto» dice il ministro del Commercio Kim Hyun-chong in un meeting coi rappresentanti dell'industria. «Il governo Usa ha preso iniziative vedendo più alla situazione di politica interna che al rispetto delle leggi internazionali».Disappunto anche dei colossi Samsung e Lg. Insieme, i due big sudcoreani vendono agli Usa dai 2,5 ai 3 milioni di lavatrici all’anno, per un valore di circa un miliardo di dollari.

«L'azione del Presidente rende nuovamente chiaro che l'amministrazione Trump difenderà sempre i lavoratori, i contadini, gli allevatori e i business americani», ha fatto sapere il rappresentante commerciale Robert Lghthizer, considerato un “duro” sull'interscambio prono alle medesime tendenze protezioniste della Casa Bianca.

Fonti vicine al governo hanno aggiunto che queste azioni, oltretutto, sarebbero solo l’inizio di una batteria di sanzioni che gli Stati Uniti di apprestano a scatenare contro il resto del mondo nel perseguire l'agenda populista di Trump. Di certo Trump sta già considerando entro aprile interventi a favore dell'acciaio e dell'alluminio rispolverando ragioni di sicurezza nazionale - un provvedimento rimasto dormiente ormai dagli anni Ottanta. Contro la Cina sono inoltre in discussione ritorsioni sulla protezione della proprieta' intellettuale. Ne', in questa frenesia, possono escluse misure che in futuro colpiscano l'Europa.

La legislazione sfoderata adesso dal governo nel caso di lavatrici e pannelli solari risale a sua volta a decenni passati, al 1974: consente ad aziende statunitensi di chiedere l'imposizione di “rimedi” di cosiddetta salvaguardia se mostrano di aver subito “danni significativi” da un improvviso aumento dell'import. E se il suo uso non e' inedito, non e' stato neppure frequente: l'ultima occasione nella quale e' stata citata apertamente risale al 2002 sotto il presidente repubblicano George W. Bush per proteggere la siderurgia. Adesso Trump l'ha invocata in ben due casi allo stesso tempo. I rispettivi ricorsi, a fronte di un incremento di prodotti a basso costo, erano stati presentati l'anno scorso da due produttori Usa di solar technology, la Suniva e Solar World America, e per gli elettrodomestici dalla Whirlpool.

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