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Afghanistan, finito attacco Isis a Save The Children. Sei morti e 24…

l’ong sospende le attività nel paese

Afghanistan, finito attacco Isis a Save The Children. Sei morti e 24 feriti

  • – di Redazione online

È di almeno sei morti e 24 feriti il bilancio delle vittime dell'attacco durato oltre dieci ore da parte di un commando dell'Isis alla sezione di Jalalabad City della ong Save The Children. Lo sostiene la tv statale ArianaNews che cita il portavoce del governo della provincia orientale di Nangarhar. Fonti ufficiali hanno annunciato inoltre cinque militanti uccisi. Circa 45 membri dello staff di Save The Children sono stati liberati dalle forze di sicurezza afghane dieci ore dopo l'attacco, nel tentativo di mettere fine all'assalto.

La rivendicazione dell’Isis, pubblicata dall'agenzia Amaq, sostiene che l'attacco è stato portato contro «fondazioni britanniche e svedesi», in riferimento forse ad un'altra organizzazione presente nell'edificio di cui al momento non si sa nulla.

Dopo l’attacco, Save the Children ha annunciato la sospensione delle sue attività in Afghanistan. «La nostra preoccupazione primaria rimane quella di garantire la sicurezza di tutto il nostro staff. In seguito a quanto sta avvenendo, tutti i nostri programmi in Afghanistan sono stati temporaneamente sospesi e i nostri uffici sono stati chiusi. »

L'Afghanistan – sottolinea Save the Children, l'Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro - è uno dei Paesi al mondo dove è più difficile essere bambini e dove gli operatori umanitari lavorano in condizioni particolarmente complicate. Con i nostri interventi umanitari in Afghanistan abbiamo raggiunto quasi 1,4 milioni di bambini. Ci impegniamo a riprendere le nostre operazioni e il nostro lavoro per salvare vite umane il più rapidamente possibile, non appena ci verrà assicurata la possibilità di operare in maniera sicura.

L’assalto avviene a quattro giorni da un altro attacco che ha colpito un altro luogo simbolo della presenza straniera nel Paese, l’Hotel Interncontinetal di Kabul, in quel caso il bilancio è stato di oltre 40 morti. In quel caso la responsabilità sembra essere dei talebani.

La dinamica dell’attacco
A Jalalabad, secondo una fonte ufficiale, un kamikaze si è fatto esplodere all'ingresso dell'edificio che ospita l'organizzazione, permettendo al commando di penetrare all'interno.

Tre dei cinque membri del commando sono stati uccisi dalle forze speciali. Lo ha reso noto via twitter Yousuf Saha, capo ufficio stampa dell'ex-presidente Hamid Karzai. Secondo questa fonte altri due militanti si sono trincerati nel terzo piano dell'edificio dove è bloccato un numero imprecisato di dipendenti dell'organizzazione.

La tv Tolo ha precisato che l'attacco è avvenuto intorno alle 9 locali (le 5,30 italiane) e, citando il portavoce del governo provinciale Attaullah Khoghyani, ha aggiunto che è c’è stato uno scontro a fuoco fra i militanti e le forze di sicurezza.

Testimoni oculari hanno riferito di scene di panico nella zona e della fuga degli alunni di una scuola privata che si trova vicino alla sede di Save The Children.

L’obiettivo: una Ong
Fondata 98 anni fa con headquarter a Londra, Save The Children è una ong internazionale che promuove i diritti dei bambini portando loro aiuto nelle zone più povere dei Paesi in via di sviluppo.

La reazione dei talebani
I talebani afghani sostengono di non avere alcuna responsabilità nell'attacco. Al riguardo il portavoce Zabihullah Mujahid ha scritto via Twitter: «Attacco odierno nella città di Jalalabad: nulla a che vedere con i mujaheddin dell'Emirato islamico».

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