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Davos, Macron rilancia l’integrazione europea a più…

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l’intervento del presidente francese al wef

Davos, Macron rilancia l’integrazione europea a più velocità

«In Europa c’è bisogno di più ambizione, c'è bisogno che si muova un'avanguardia per dare risposte se c'è chi è disposto a maggiore integrazione: non si può aspettare che tutti attorno al tavolo siano d'accordo, se alcuni sono pronti a integrarsi di più che si muovano, sapendo che la porta per gli altri resta sempre aperta». Con queste parole il presidente francese Emmanuel Macron ha rilanciato a Davos l’Europa a due o più velocità. Macron ha aggiunto che «non è possibile bloccare chi è più ambizioso».

Il discorso di Macron è stato da un lato centrato sulla Francia (si è risentito il leitmotiv “France is back”, la Francia è tornata) dall’altro lato centrato sulla stretta connessione con il futuro dell'Unione europea. “France is back at the core of Europe”, la Francia tornata al cuore dell'Europa. «Non avremo successo nei nostri paesi se non ci sarà un successo europeo, tutte le iniziative di riforma in Francia hanno una relazione naturale con la strategia europea», ha detto Macron ribadendo di trovarsi in questo approccio «molto vicino ad Angela Merkel».

L'idea francese è definire un programma breve termine per la Ue con impegni chiari: digitale, difesa comune, migrazione, investimenti, energia. Poi va definita una strategia per i prossimi dieci anni. «L'Europa ha una responsabilità e un ruolo tra Cina e Usa e deve agire tenendo conto della preferenza europea per un modello che si fonda sull'equilibrio tra libertà, giustizia ed eguaglianza mentre negli Usa, per esempio, c'è un approccio molto diverso sulla giustizia. Insomma occorre rivendicare il diritto a investire ma anche il diritto a proteggere altrimenti non convinceremo nessuno nelle classi medie e tra i lavoratori sul modello di globalizzazione».

Il solo modo di tenere “aperto” il mondo è smettere di abbassare al livello minimo i diritti sociali, di tollerare che la leva fiscale sia usata in modo non cooperativo a livello globale. In sostanza, Macron indica che «va definita la dimensione sociale della cooperazione internazionale». L'alternativa è quanto sta già avvenendo: «Il ritorno a strategie non cooperative nel commercio con la minaccia degli accordi regionali e la frammentazione, il fatto che rischiamo di non rispettare gli impegni sul clima da noi stessi assunti, terreno sul quale stiamo perdendo la battaglia», se si continua così.

Per il presidente francese Usa e Cina devono entrare nel partenariato globale sulla cooperazione fiscale per contrastare le strategie di ottimizzazione fiscale aggressiva riconoscendo i principi base anti-evasione e anti-erosione. Vanno tassati i gruppi dell'economia digitale: «C’è una doppia morale: non posso dire a una start-up tecnologica che deve pagare le tasse e non farle pagare ai giganti del web, occorre porre fine a questo modello su scala globale», ha detto Macron. Sono tutti elementi che vanno nel senso della costruzione di una «nuova cooperazione internazionale condivisa». Condizione fondamentale è che si riesca a controllare i rischi finanziari: Macron si è dichiarato a favore dell'attribuzione al Fondo monetario internazionale di sorvegliare tutto il sistema finanziario globale compresi i nuovi settori, dai Bitcoin al sistema bancario ombra (shadow banking).

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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