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Trump minaccia nuove battaglie commerciali con l’Europa. L’Ue: pronti a reagire

(Epa)
(Epa)

NEW YORK - Donald Trump minaccia di dichiarare guerra - commerciale - all’Europa. Il presidente americano, in una intervista a Piers Morgan della tv britannica Itv, concessa durante Davos ma trasmessa domenica sera, ha mostrato il volto più duro della sua politica verso i partner. Un volto che mette in forse i toni più conclilianti sfoderati al Forum globale sulle nevi svizzere.

Trump, che ha fatto di prese di posizione contradditorie un modo di governare, ha sparato a zero sull’Unione Europea da molteplici fronti. Ha attaccato direttamente il premier britannico Theresa May definendola debole nei negoziati su Brexit. «Non è come negozierei io», ha tuonato. «Sarei molto più duro». Questo, in modo particolarmente surreale, detto nelle stesse ore in cui Trump cercava di rabberciare la speciale relazione con Londra in un vertice bilaterale organizzato ai margini di Davos. Poi è passato ad aggredire l’Ue, per rapporti commerciali che ha apostrofato come «molto, molto ingiusti».

Trump ha continuato imperterrito: «Non possiamo far entrare i nostri prodotti. È davvero difficile. Eppure loro (gli europei, ndr) mandano qui i loro prodotti, con pochissime tasse. Ho avuto molti problemi con l’Unione Europea. E questo potrebbe diventare qualcosa di molto grosso, dal punto di vista del commercio».

Seppur con le abituali battaglie trumpiane con il vocabolario, quando non con la sintassi, il messaggio è immancabile: la frontiera dell’interscambio resta calda per la sua amministrazione e i toni populisti e nazionalisti che coltiva. Rimane carica di incertezze legate a una Casa Bianca che sembra sempre pronta a ignorare dettami diplomatici e a sacrificare strategie di più lunga durata per la percezione di guadagni domestici e immediati.

Recenti azioni l’avevano già suggerito: sanzioni controverse e generalizzate su pannelli solari ed elettrodomestici per salvaguardare presunti produttori domestici. Minacce continue di strappare il Nafta - come fatto con il Tpp del Pacifico - se Canada e Messico non accettano domande di drastiche revisioni. Prima ancora dazi punitivi contro la canadese Bombardier dando ragione a Boeing, una decisione tanto fragile da esser stata appena bocciata dalla stessa autorità federale indipendente Usa della Itc, incaricata di valutare se ci siano stati davvero danni. No, non ci sono stati, ha concluso all'unanimità.

A ruota arriveranno altri capitoli delicati, che potrebbero interessare dall’Asia all'Europa e saranno altrettante occasioni per escalation, disgeli o continua confusione. In gioco ci sono acciaio e alluminio come anche la proprietà intellettuale. L’agricoltura resta a sua volta terreno di tensioni. Con l’Europa Trump non ha mancato di lanciare pesanti accuse in passato, come quando attaccò le case automobilistiche tedesche - disse che non vedeva abbastanza vetture di Detroit sulle autobahn (è una parafrasi del suo pensiero) - ignorando i grandi impianti statunitensi che producono in realtà Bmw o Volkswagen.

La replica Ue
Pronta la replica della Commissione europea: «L'Ue è pronta ad agire in modo rapido e appropriato nel caso in cui le sue esportazioni siano colpite da misure restrittive Usa». Lo ha affermato il portavoce del presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker in reazione alle dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump in materia di commercio. Questo «può e deve essere win-win» nonché
«equo e basato sulle regole», ha avvertito il portavoce.

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