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Sale la tensione tra Usa e Venezuela, Tillerson minaccia «sanzioni…

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SALE LA TENSIONE

Sale la tensione tra Usa e Venezuela, Tillerson minaccia «sanzioni petrolifere»

Non se ne era mai parlato. La crisi venezuelana ha determinato l'apertura di vari negoziati internazionali, l'avvio di sanzioni economiche e provvedimenti politici. Ma di petrolio non si era mai parlato. Per la prima volta, il Segretario di Stato Rex Tillerson, ha prefigurato l'ipotesi di colpire l'export di greggio di Nicolas Maduro, l'unica risorsa che tiene in piedi l'economia di Caracas. Gli Stati Uniti rompono quindi un tabù, in un braccio di ferro con il governo venezuelano che si protrae da tempo. «La popolazione venezuelana sta soffrendo, prendiamo in consideriamo le sanzioni petrolifere». Maduro non perde occasione per ribadire «l’aggressione nordamericana».

Produzione di petrolio ai minimi da 28 anni
La produzione di greggio è scesa a 1,6 milioni di barili al giorno, il livello più basso degli ultimi 28 anni e la situazione economico-sociale rasenta la drammaticità: l'introduzione del “Carnet della patria”, la tessera annonaria con cui viene distribuito cibo a prezzi ultracalmierati, raggiunge una fascia esigua della popolazione.
L'introduzione di sanzioni petrolifere, provocherebbe seri problemi di approvvigionamento agli Stati Uniti: dal Venezuela vengono importati grandi quantitativi di greggio.

La dollarizzazione in corso
A Caracas è ormai in atto una vera e propria dollarizzazione dell'economia; il biglietto verde viene utilizzato sempre di più anche nelle comuni transazioni. Cibo, affitto degli appartamenti, taxi, riparazioni auto, vaccini, cure mediche. Il valore del bolivar, la moneta nazionale, è sprofondato ai minimi. Su twitter spopola #MalditoDolar, maledetto dollaro, per chi, naturalmente non ne ha disponibilità e può utilizzare solo la svalutatissima moneta nazionale: 200mila bolivares per un dollaro. Un paio di scarpe costa 15milioni di bolivares. Sempre più difficile individuare l'entità dell'inflazione, le rilevazioni sono ormai impossibili, e gli economisti si dividono tra chi parla di crescita dei prezzi dell'800% all'anno e chi di 1.200% all'anno.

Economia al collasso
La società è spaccata tra chi ha accesso al dollaro e chi no, aggiungendo una paradossale contraddizione per il governo in carica che demonizza il biglietto verde e la politica economica americana.
Alberto Cavallo, economista al Mit, al di là dei dati di inflazione, rimarca gli aspetti relativi all'economia reale, disintegrata in questi anni di recessione: «L'economia è al collasso, la produzione di beni di consumo è ormai pressoché inesistente».
Le stime del Fondo monetario internazionale, nel 2018, prevedono un -15%, dopo un -14% del 2017 e un -16,5% del 2016.
Le elezioni presidenziali, previste in programma quest'anno, sono state anticipate nei primi mesi dell'anno. “Entro aprile”, ha dichiarato Maduro, ancora candidato, ed evidentemente convinto che questa mossa gli dia nuove chance di vittoria. Una battaglia politica senza esclusione di colpi, anche a livello internazionale, con nemici e alleati: gli Usa contro Maduro, la Cina e la Russia a favore.

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