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Emergenza idrica in sudAfrica

Città del Capo, l’11 maggio sarà “day zero”: rubinetti chiusi a causa della siccità

Il livello dell’acqua nel bacino idrico di Theewaterskloof, uno di quelli che alimentano Città del Capo,  è pericolosamente basso. Nell’immagine, una zona del bacino normalmente coperta dall’acqua. (REUTERS/Mike Hutchings)
Il livello dell’acqua nel bacino idrico di Theewaterskloof, uno di quelli che alimentano Città del Capo, è pericolosamente basso. Nell’immagine, una zona del bacino normalmente coperta dall’acqua. (REUTERS/Mike Hutchings)

Continua l’emergenza idrica a Città del Capo. La città sudafricana, dove non piove più a sufficienza per ripristinare le riserve idriche da più di tre anni, ha posticipato il “day zero” al prossimo 11 maggio: a partire da quel giorno i rubinetti delle case potrebbero rimanere asciutti, e ciascun cittadino dell’area urbana avrà diritto a ricevere solo 25 litri di acqua al giorno.
In precedenza la data del “day zero” era stata fissata al 16 aprile, ma il posticipo non vuole affatto dire che l’emergenza acqua sia meno urgente: semplicemente l’amministrazione cittadina ha deciso di ridurre le forniture di acqua destinate all’uso agricolo, destinandole ai residenti in città. Infatti, se attualmente il 30% delle risorse idriche vengono destinate agli agricoltori, questa percentuale si ridurrà, per decisione dell’amministrazione cittadina, al 15% nel mese di marzo e al 10% in aprile, dando quindi ai cittadini della metropoli sudafricana qualche settimana in più prima che i rubinetti casalinghi vengano chiusi.

La situazione resta quindi drammatica. Il sindaco della città, Ian Neilson, ha detto che i consumi idrici da parte della cittadinanza sono ancora superiori rispetto a quanto l’amministrazione comunale sperava. Attualmente, il limite è fissato a 50 litri pro capite quotidiani, ma è evidente che è molto difficile controllare i consumi di acqua di ogni singolo cittadino fin quando i rubinetti

casalinghi restano funzionanti. Di fatto, però, i residenti in città consumano attualmente 547 milioni di litri di acqua al giorno, mentre l’obiettivo dell’amministrazione era che i consumi non superassero la soglia dei 450 milioni di litri quotidiani. Il risultato è che i bacini idrici che approvvigionano l’area di Città del Capo sono sempre più asciutti: in media, la percentuale di riempimento è passata in una settimana dal 26,3% al 25,5%.

Disagi anche per i conferenzieri dell’estrazione mineraria
In questi giorni -dal 5 all’8 febbraio- si sta svolgendo a Città del Capo un’importante conferenza internazionale del settore dell’estrazione mineraria: l’African Mining Indaba, che vede la partecipazione di migliaia di persone tra dirigenti, funzionari governativi di tutto il continente africano, investitori e accompagnatori. Il direttore dell’evento, Alex Grose, aveva analizzato in precedenza con il suo staff se sarebbe stato il caso di spostare la sede in un’altra città, ma ha deciso di confermare che l’evento si sarebbe svolto a Città del Capo anche valutando le conseguenze economiche negative che la metropoli sudafricana avrebbe subito in caso di uno

spostamento. Ma anche così, i partecipanti sono stati invitati a ridurre al minimo la durata delle docce e a lavarsi le mani con minore frequenza, utilizzando piuttosto un disinfettante per le mani. L’industria estrattiva è importantissima per il Sudafrica: delle prime dieci voci dell’export sudafricano, otto originano dal settore minerario. In particolare, si trovano in Sud Africa le maggiori riserve di oro del mondo (circa 36.000 tonnellate, il 35% delle riserve mondiali) e la nazione è al terzo posto nel mondo per estrazione di diamanti in termini di valore (1,7 miliardi di dollari annui) ed al quinto per volume (circa 16 milioni di carati di diamanti grezzi, ad uso industriale e destinati al settore della gioielleria).

Siccità a Città del Capo: cause e rimedi

Impianti di desalinizzazione costruiti a tempi di record
Nel frattempo, si cerca di correre ai ripari. La Tsogo Sun Holdings Ltd, il più grande operatore alberghiero del Sud Afica, sta costruendo un impianto di desalinizzazione che contribuirà a fornire i propri hotel: l’obiettivo è finire l’impianto entro l’inizio di marzo. L'amministratore delegato di Tsogo, Ravi Nadasen, ha precisato che l'attuale situazione a Città del Capo non è più da considerarsi straordinaria, ma «diventerà la nuova normalità. E anche noi dobbiamo essere responsabili».

Il turismo è una delle risorse economiche più importanti a Città del Capo. Secondo l’ente sudafricano del turismo, infatti, circa 1,6 milioni di persone visitano l'area di Cape Town ogni anno, spendendo circa 40 miliardi di rand (circa 2,7 miliardi di euro).

Le precauzioni per chi si reca a Città del Capo
Sul sito del turismo della città sudafricana, è presente un decalogo destinato ai viaggiatori stranieri che in queste settimane, per piacere o per lavoro, vogliono recarsi a Città del Capo. Ecco le raccomandazioni: riutilizzare gli asciugamani dell’albergo per più di un giorno senza chiedere cambi quotidiani; tirare l’acqua del wc il meno possibile; usare una tazza per lavarsi i denti invece che lasciare il rubinetto dell’acqua aperto; limitare la durata delle docce a 90 secondi ed evitare l’uso della vasca da bagno; segnalare immediatamente eventuali perdite dai rubinetti o dai servizi igienici; evitare di lavare i panni fino a quando non si può fare un bucato a pieno carico; non usare le piscine ma piuttosto concedersi un bagno nell’oceano; quando possibile, usare la lavastoviglie (a pieno carico) piuttosto che lavare i piatti a mano. Sul sito è linkato anche un semplice ma efficace calcolatore per valutare l’effettivo consumo d’acqua pro capite.

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