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L’Ue conferma: nell’eurozona ripresa robusta. Italia al…

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L’Ue conferma: nell’eurozona ripresa robusta. Italia al traino ma migliora

  • –dal nostro corrispondente
(Ap)
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BRUXELLES – In un momento di evidente incertezza e forte volatilità sui mercati finanziari, la Commissione europea ha confermato oggi nelle sue ultime previsioni economiche che la ripresa nella zona euro è “robusta”, tanto che dovrebbe confermarsi sia nel 2018 che nel 2019. L'Italia rimane al traino, rispetto agli altri paesi dell'unione monetaria, ultima in classifica, ma la congiuntura migliora anche nella Penisola, nonostante “lo stato fragile del settore bancario”.
“L'economia europea sta facendo meglio delle attese e ha iniziato il 2018 in forma robusta – ha detto in un comunicato qui a Bruxelles il vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis –. Dovremmo utilizzare il momento per rafforzare le nostre economie e la stessa unione monetaria”. Ha aggiunto il commissario agli affari monetari Pierre Moscovici: “La zona euro sta registrando tassi di crescita mai visti da quando scoppiò la crisi finanziaria”.

La Commissione europea prevede per la zona euro una crescita del 2,3% nel 2018, rispetto a una stima del 2,1% in novembre; e del 2,0% nel 2019, rispetto al precedente 1,9%. Le nuove previsioni giungono dopo un 2017 che si è chiuso meglio del previsto, con una espansione dell'economia che è stata del 2,4%, rispetto al 2,2% previsto nel novembre scorso. La ripresa è sostenuta da una fiducia in aumento, una occupazione in crescita e un miglioramento del commercio internazionale.

I dati confermano le informazioni della vigilia. Sul fronte italiano, l'esecutivo comunitario prevede una crescita dell'1,5% nel 2018 (rispetto all'1,3% previsto in novembre) e dell'1,2% nel 2019. Quanto all'inflazione, i prezzi ai consumi dovrebbero crescere in Italia dell'1,5% quest'anno e dell'1,6% l'anno prossimo. Avverte la Commissione: “Le prospettive di crescita restano moderate per via di una crescita potenziale limitata”. Sul versante dei rischi da segnalare “lo stato fragile del settore bancario”.

Come preannunciato lunedì dal presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, l'inflazione rimane debole, tanto che l'istituto monetario ha già annunciato tassi d'interesse stabili per “un esteso periodo di tempo”. Secondo gli economisti della Commissione europea, l'inflazione nella zona euro dovrebbe rimanere stabile all'1,5% annuo nel 2018 e salire all'1,6% annuo nel 2019. I rischi per la crescita restano “generalmente equilibrati”, sempre secondo Bruxelles.
La Commissione ha colto l'occasione dell'uscita di nuove previsioni economiche per tornare a pubblicare quattro batterie di stime all'anno. In inverno e in estate, le cifre riguarderanno l'andamento del prodotto interno lordo e dell'inflazione. Mentre in primavera e in autunno le stime saranno più ampie, e relative quindi anche ai conti pubblici. Nel 2012, in piena crisi economica, Bruxelles aveva deciso di pubblicare previsioni omnicomprensive tre volte all'anno (primavera, autunno e inverno).

L'obiettivo è di riallineare le abitudini dell'esecutivo comunitarie a quelle prevalenti in altre istituzioni internazionali: la BCE, il Fondo monetario internazionale o l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). I dati relativi al deficit e al debito, che tanto provocano emozioni e polemiche in Italia, non sono stati quindi pubblicati oggi, a tutto vantaggio di una campagna elettorale in vista del voto del 4 marzo già molto nervosa.
A proposito dell'andamento dei conti pubblici, in novembre, la Commissione europea aveva avvertito del rischio di violazione del Patto di Stabilità e nei fatti sospeso il giudizio sulla Finanziaria del 2018, in attesa di capire come il progetto di bilancio verrà messo in atto dal governo italiano (si veda Il Sole/24 Ore del 10 e del 23 novembre 2017). Il voto del 4 marzo ha indotto le autorità alla prudenza. Novità più sostanziose vi saranno in maggio, quando Bruxelles pubblicherà previsioni economiche complete.

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