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Meno austerity e più crescita: l’impatto della nuova Germania…

le concessioni di merkel all’spd

Meno austerity e più crescita: l’impatto della nuova Germania sull’Unione europea

Olaf Scholz  (ANSA/HAYOUNG JEON)
Olaf Scholz (ANSA/HAYOUNG JEON)

Due europeisti dell’Spd in posti chiave del Governo, alle Finanze e agli Esteri. Socialdemocratici anche al Lavoro, alla Giustizia, alla Famiglia e all’Ambiente. Secondo le prime indiscrezioni di stampa sembra ricco il bottino dell’Spd nell’accordo di Grande Coalizione appena raggiunto. Un accordo che sposta a sinistra l’asse del governo tedesco e dice addio alle politiche di stretta austerità per l’Europa. Le «dolorose concessioni» di cui aveva parlato Angela Merkel poche ore prima dell’ok finale riguardano in primis il dicastero delle Finanze, che durante la crisi dell’Eurozona fu del “falco” Wolfgang Schäuble.

Nel nuovo Governo - sempre che i 464mila iscritti all’Spd diano via libera all’accordo attraverso un referendum - al ministero custode del tesoretto di bilancio e dell’ortodossia fiscale - dovrebbe andare, secondo indiscrezioni della stampa tedesca, Olaf Scholz, sindaco di Amburgo, mentre agli Esteri potrebbe sedere Martin Schulz, leader del partito, già presidente del Parlamento Ue. Ma la sua nomina non è ancora certa perché tra i ranghi del partito ci sarebbe maretta posto che Schulz aveva giurato che non sarebbe stato ministro in un Governo guidato da Merkel. Sigmar Gabriel, attuale responsabile della dimplazia tedesca, è molto amato nel partito. Comunque vada, Merkel e il suo partito hanno dovuto concedere più del previsto all’Spd, riluttante a concludere l’accordo e pressata da una base critica, rumorosa, poco propensa a tornare al Governo.

Prima e seconda concessione: le Finanze e le politiche pro-investimento. All’inizio della settimana Schulz aveva fatto capire quale fosse la posta in gioco sottolineando che l’Spd avrebbe raggiunto un accordo soltanto se la Cdu avesse acconsentito a porre fine alle politiche europee di “austerità forzata” degli anni scorsi e favorito la creazione di un budget comune per gli investimenti. Un discorso che l’Spd vorrà applicare anche a livello domestico dove la quota di investimenti, soprattutto in infrastrutture, dovrebbe crescere più di quanto avrebbe voluto la Cdu più favorevole a puntare sugli sconti fiscali, soprattutto per le imprese. Angela Merkel ha confermato, nella conferenza stampa, che l’ampio spazio di manovra fiscale del nuovo governo, che potrà disporre di 46 miliardi di euro grazie al surplus di bilancio, verrà usato per «investimenti e spesa sociale».

Terza concessione: Le politiche del lavoro. I socialdemocratici fanno l’en plein perché insieme alle Finanze ottengono di mantenere il ministero del Lavoro, attualmente retto da Andrea Nahles che dovrebbe però passare alla guida del Partito con l’ingresso di Schulz nella compagine governativa. Sulle politiche per il lavoro i socialdemocratici hanno dovuto lasciare sul tavolo la richiesta di vietare i contratti a termine senza motivazione per la forte opposizione della Cdu e delle imprese. Hanno tuttavia ottenuto che il tetto complessivo per questi lavori scenderà da 24 mesi a 18.

Per sé la Cdu ha tenuto il tema bandiera dell’immigrazione. Pur non stabilendo un limite massimo al numero di rifugiati da accogliere, la cancelliera ha offerto il posto di ministro dell’Interno all’alleato bavarese, quell’Horst Seehofer che ha voluto la linea dura sull’immigrazione dopo l’apertura dei confini di due anni e mezzo fa e perderà la guida del Land (dopo la sconfitta elettorale) a favore del giovane Markus Söder.

Sulla sanità, infine, i partiti hanno deciso di istituire una commissione che dovrebbe studiare una nuova struttura delle tariffe mediche, valida sia per i pazienti del sistema sanitario pubblico che per i privati.

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