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Carney annuncia una stretta più aggressiva

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Carney annuncia una stretta più aggressiva

  • –Nicoletta Degli Innocenti

londra

I tassi d’interesse in Gran Bretagna saliranno più del previsto e prima del previsto: lo ha dichiarato ieri Mark Carney, governatore della Banca d’Inghilterra. L’effetto frenante di Brexit è infatti più che compensato dall’effetto traino dell’economia globale, che sta crescendo al ritmo più veloce degli ultimi sette anni.

La BoE ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita del Pil in Gran Bretagna all’1,8% quest’anno e il prossimo, meno della crescita globale intorno al 4% e meno della crescita britannica pre-Brexit, ma comunque più rapida dell’1,5% stimato dalla Banca nel novembre scorso.

Il Comitato di politica monetaria (Mpc) ieri ha votato all’unanimità per lasciare invariati i tassi allo 0,5%, ma ha avvertito che saranno necessari interventi al rialzo nel prossimo futuro per tenere sotto controllo le pressioni inflazionistiche. La maggior parte degli economisti si attende un primo ritocco già a maggio o al più tardi ad agosto, con altri a seguire. I tassi potrebbero salire all’1,25% entro la fine dell’anno.

«La stretta arriverà prima e sarà più consistente di quanto anticipato nel nostro rapporto di novembre», ha spiegato l’Mpc. La BoE intende far tornare l’inflazione, che ha toccato un picco del 3% a fine 2017, verso il tasso prefissato del 2% entro un orizzonte temporale convenzionale di due anni e non di tre anni come finora previsto.

La notizia ha fatto salire la sterlina, che ha guadagnato quasi l’1% sul dollaro e sull’euro, mentre sono calati i rendimenti dei titoli governativi. La BoE ha anche lasciato invariato il programma di quantitative easing a 435 miliardi di sterline e gli acquisti di corporate bond a 10 miliardi di sterline.

«Il voto unanime a favore del mantenimento dei tassi invariati non deve nascondere l’atteggiamento più aggressivo dell’Mpc, - ha commentato Howard Archer, chief economic advisor dell’EY Item Club. – Ci sono ovvie ragioni per cui la Banca debba normalizzare la politica monetaria, ma anche ragioni per agire in modo graduale, date le incertezze su Brexit e sull’economia».

La Banca d’Inghilterra ha rialzato i tassi solo una volta nel decennio dalla crisi finanziaria a oggi, portandoli dal minimo storico dello 0,25% all’attuale 0,5% nel novembre scorso. La Fed americana, invece, nello stesso periodo ha effettuato cinque ritocchi al rialzo.

Resta la grande incognita di Brexit. Come ha sottolineato Carney, le previsioni della Banca sono basate su un’uscita “morbida” e senza intoppi della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Se i difficili negoziati tra Londra e Bruxelles invece non dovessero portare a un accordo, allora la fragilità dell’economia britannica renderebbe troppo rischioso un rialzo dei tassi da parte della BoE.

Per questo Carney attenderà almeno fino a maggio per vedere se, come auspicato, sarà raggiunta un’intesa sul periodo di transizione che permetterà alla Gran Bretagna di mantenere lo status quo – quindi il pieno accesso ai mercati Ue – tra il marzo 2019 e il dicembre 2020. Brexit resta «l’elemento più significativo di impatto sulle prospettive dell’economia», secondo il governatore.

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