Mondo

La nave Eni-Saipem bloccata a Cipro diventa un caso diplomatico

LA GRECIA: ANKARA PROVOCATORIA

La nave Eni-Saipem bloccata a Cipro diventa un caso diplomatico

Sta diventando un caso diplomatico sempre più delicato la vicenda della Saipem 12000, la nave da perforazione italiana bloccata al largo di Cipro dalla marina militare turca, subito dopo che l'Eni aveva annunciato una scoperta «promettente» nell'area. La Farnesina fa sapere in via informale che sta seguendo gli sviluppi «al più alto livello», in raccordo con le nostre ambasciate a Nicosia e a Ankara, e che intende compiere «tutti i passi diplomatici possibili» per risolvere la questione. Messaggi comprensibilmente cauti, a pochi giorni dalla visita in Italia del presidente turco Tayyp Erdogan, ricevuto dalle massime cariche dello Stato, oltre che da papa Francesco.

La tensione stava già salendo da tempo. Ankara contesta i confini della Zona economica esclusiva di Cipro, in parte interessati dalle attività di ricerca di idrocarburi. E al rientro dall'Italia Erdogan, in un'intervista al quotdiano turco Hurryiet, aveva raccontato di aver espresso «preoccupazione» per i passi sbagliati» dell'Eni durante i colloqui col presidente Sergio Mattarella e il premier Paolo Gentiloni.

La Turchia da settimane era impegnata in esercitazioni militari a poca distanza da Cipro. L'annuncio che la trivellazione del pozzo Calypso da parte di Eni e Total aveva dato risultati interessanti, avvenuto giovedì scorso, ha provocato un'immediata escalation.

Se le autorità italiane per ora moderano i toni, la Grecia stamattina ha reagito con un comunicato in cui intima alla Turchia di «desistere da ulteriori azioni illegali e rispettare gli obblighi che derivano dal diritto internazionale». La nota, diffusa del ministero degli Esteri greco, definisce il comportamento di Ankara «provocatorio» e «non consono» per un Paese che aspira a entrare nell'Unione europea, mentre esprime apprezzamento per «l'atteggiamento calmo e composto di Cipro, che riafferma il suo ruolo di pilastro della stabilità nel Mediterraneo Orientale».

L'isola è divisa dal 1974, anno in cui venne invasa dalla Turchia dopo un colpo di Stato filogreco. Oggi resta sotto controllo turco la parte settentrionale di Cipro. Ma il governo di Nicosia, filogreco, è l'unico a godere del riconoscimento internazionale. Dal 2004 Cipro fa parte dell'Unione europea.

La Saipem 12000 è stata intercettata venerdì dalle navi militari turche mentre si stava spostando dall'area di Calypso, nel blocco 6 dell'offshore di Cipro, verso il blocco 3, altra area in cui Eni detiene diritti esplorativi. Secondo la ricostruzione dell'Associated Press, la Marina turca ha intimato di non proseguire per non interferire con «attività militari nell'area di destinazione». La nave, ha spiegato un portavoce dell'Eni, «ha prudentemente eseguito gli ordini e rimarrà in posizione, in attesa di un'evoluzione della situazione».

«Esorto la Turchia ad evitare minacce o azioni contro qualsiasi membro della Ue e ad impegnarsi piuttosto in buone relazioni di vicinato, nella soluzione pacifica di controversie, ed al rispetto della sovranità territoriale». Così il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk su Twitter, dopo la telefonata col presidente cipriota Nicos Anastasiades.

© Riproduzione riservata