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Resa dei conti in Sudafrica: Zuma ha 48 ore per lasciare la presidenza

Centinaia di accuse di corruzione

Resa dei conti in Sudafrica: Zuma ha 48 ore per lasciare la presidenza

Il presidente del Sudafrica, Jacob Zuma, all’uscita dalll’ufficio della presidenza al Parlamento di Cape Town
Il presidente del Sudafrica, Jacob Zuma, all’uscita dalll’ufficio della presidenza al Parlamento di Cape Town

Il presidente del Sudafrica Jacob Zuma ha 48 ore per dimettersi. Se non lo farà il suo partito, l’African national congress, presenterà al più presto in Parlamento una mozione di sfiducia per costringerlo a lasciare. Così ha deciso il vertice dell’Anc dopo che Zuma aveva resistito a ogni tentativo di convincerlo a farsi da parte. «Non lascio, fate quello che vi pare», ha risposto Zuma, la cui leadership è stata messa in discussione da tempo a causa di centinaia di accuse di corruzione che gli sono state mosse. Il nuovo leader dell’Anc, Cyril Ramaphosa, sta cercando di rilanciare il partito di governo e, anche in vista delle elezioni presidenziali del prossimo anno, ha la necessità di sgombrare il campo dalle accuse di corruzione e di malgoverno che stanno travolgendo Zuma.

Zuma è stato infatti già rimpiazzato alla guida dell’Anc lo scorso dicembre e al momento non ha ruoli di rilievo nello schieramento. Sarebbero 783 i procedimenti a carico dell’attuale presidente sudafricano, con l’accusa di corruzione, riciclaggio, truffa e crimine organizzato. Zuma, 75 anni, è stato eletto alla presidenza per la prima volta nel 2009 per poi essere riconfermato nel 2014.

Ramaphosa, nuovo leader dell'Anc e vicepresidente del Paese, 65 anni, aveva preparato da tempo la resa dei conti. Intervenendo in Parlamento, Ramaphosa aveva negato l’esistenza di trattative in corso per garantire l’immunità o comunque un’uscita senza conseguenze a Zuma. «Ci sono voci di tutti i tipi su accordi che sarebbero stati raggiunti, vengo accusato di aver condotto trattative che non sono in linea con la Costituzione ma io vi dico che non c’è nulla di vero, che non farò mai qualcosa che non rispetta la nostra Costituzione».

Già l’anno scorso Zuma era riuscito a resistere alle pressioni interne all’Anc perché si facesse da parte facendo chiarezza sulle vicende e le accuse che lo riguardano.

L’African national congress è il maggiore partito del Sudafrica, protagonista della battaglia contro l’apartheid è stato guidato a lungo da Nelson Mandela e governa ormai ininterrottamente dal 1994. Il vertice del partito riunitosi ieri nel Comitato esecutivo nazionale, ha il potere di costringere alle dimissioni i membri del partito che ricoprono incarichi di governo: nel 2008, lo stesso Zuma, diventato capo dell’Anc chiese a Thabo Mbeki, di lasciare la presidenza del Paese e questi obbedì. Tuttavia, il capo di Stato non è formalmente obbligato a rispettare le richieste dell’Anc. Per questo Zuma non molla e potrà essere rimosso solo con una mozione di censura votata dal Parlamento.

«Veniamo da un periodo di grandi difficoltà, un periodo di discordia e spaccature, ma il centenario della nascita di Nelson Mandela che si celebrerà il 18 luglio di quest’anno, ci offre l’opportunità di ricominciare di avere un nuovo inizio», ha detto Ramaphosa che già vent’anni fa era stato designato da Mandela come il favorito alla sua successione. «Il centenario - ha aggiunto Ramaphosa - ci dà l’opportunità di ripristinare nella nostra vita nazionale i valori e i principi per i quali Mandela si è così fermamente battuto».

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