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Eni-Cipro, Erdogan: «Non sottovalutate la Turchia»

il caso della nave bloccata

Eni-Cipro, Erdogan: «Non sottovalutate la Turchia»

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Un intervento duro che non lascia spazio alla dialettica politica. Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, ha ribadito poche ore fa la sua ferma opposizione alle trivellazioni al largo delle coste di Cipro. Due giorni fa – va ricordato - alcune navi da guerra turche sono state schierate per impedire le ricerche condotte dall'Eni, le trivellazioni della piattaforma Saipem 12000.
Erdogan ha dichiarato ad Ankara al gruppo parlamentare del suo partito Akp: “Non bisogna pensare che le ricerche di gas al largo di Cipro e le iniziative opportunistiche sulle rocce nel mar Egeo sfuggano alla nostra attenzione. Avvertiamo quelli che hanno superato i limiti a Cipro e nel mar Egeo di non fare calcoli sbagliati”.

Intanto sale la tensione, nel mar Egeo, tra Grecia e Turchia. Le autorità di Atene hanno denunciato che la scorsa notte una pattuglia della guardia costiera di Ankara ha speronato un mezzo dei suoi guardacoste nei pressi di alcuni isolotti rocciosi contesi tra i due Paesi. Nello scontro, secondo la denuncia greca, non risultano feriti, ma danni alla nave greca, colpita a poppa dalla prua di quella turca.

L'Eni si trova al centro di una tensione politica di lunga data tra Cipro e Turchia. Alcune aree in cui sono previste le trivellazioni vengono reclamate dall'amministrazione turco-cipriota, in particolare nell'area denominata “blocco 3”. Tuttavia il governo di Nicosia, legato alla Grecia, ha di recente manifestato l'intenzione di accordare all'Eni le ricerche di petrolio.

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