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Aramco e gas liquido, si stringe l’alleanza tra Mosca e i sauditi

la partita energetica

Aramco e gas liquido, si stringe l’alleanza tra Mosca e i sauditi

Il ministro dell’Energia russo Aleksandr Novak è stato ricevuto  a Riad da re Salman (a destra)
Il ministro dell’Energia russo Aleksandr Novak è stato ricevuto a Riad da re Salman (a destra)

La visita di re Salman a Mosca dell’autunno scorso inizia a dare frutto: l’alleanza energetica tra russi e sauditi si fa sempre più stretta. È fondata sui tagli produttivi concordati in nome della stabilità dei prezzi del petrolio davanti all’offensiva dello shale americano, ma ormai guarda più lontano e potrebbe arrivare a una partecipazione russa alla maxi-privatizzazione di Saudi Aramco e, in cambio, all’ingresso di Riad in uno dei grandi progetti che si stanno concretizzando nell’Artico russo, sul fronte del gas naturale liquefatto. Di «annunci importanti» in arrivo hanno parlato a Riad Kirill Dmitriev,chief executive del Fondo sovrano russo di investimenti diretti (Rdif), e il ministro saudita per l’Energia Khalid al-Falih,ieri di nuovo insieme al collega russo Aleksandr Novak. Che è stato ricevuto anche da re Salman: un incontro cementato da una telefonata tra quest’ultimo e Vladimir Putin.

Il primo passo lo ha compiuto Dmitriev,secondo cui diverse banche russe ma anche il fondo di investimento Russia-Cina (e dietro di lui istituzioni cinesi) hanno espresso un «significativo interesse» a partecipare all’Ipo da record a cui i sauditi daranno vita mettendo sul mercato il 5% della loro compagnia petrolifera, primo esportatore mondiale di petrolio: che punta a raccogliere 100 miliardi di dollari.

Nei prossimi mesi dovrebbe decollare un’altra iniziativa annunciata a Mosca in ottobre, la costituzione di una piattaforma tra il fondo sovrano russo e Aramco per investire in progetti energetici un miliardo di dollari: i primi accordi sono attesi nel giro di tre mesi, ha detto Dmitriev. Ma un passo ben più importante sarebbe l’ingresso di capitali sauditi nei giacimenti artici di gnl: Aramco, ha detto al-Falih, sta esaminando «seriamente» l’opportunità di investire lassù. Mosca ha bisogno di partner e capitali per sviluppare l’industria del gas naturale liquefatto in cui è frenata dalle sanzioni occidentali; i sauditi, che producono molto meno del proprio fabbisogno in continua ascesa, cercano nuove fonti. E avranno bisogno di impianti di rigassificazione, che i russi sono pronti a costruire in Arabia. 

In dicembre a Sabetta, nella penisola artica di Yamal ricca di gas, Putin aveva lanciato il grande progetto Yamal Lng (capacità prevista 16,5 milioni di tonnellate l’anno), a cui con i russi di Novatek partecipano i cinesi e la francese Total. Il prossimo mega-progetto in cantiere - sempre di Novatek, valore 20 miliardi, capacità 19,1 milioni di tonnellate - si chiama Arctic Lng-2, potrebbe partire tra il 2022 e il 2023, e nessuno ha smentito Novak quando ha parlato di negoziati su una partecipazione saudita. A Sabetta era presente anche al-Falih, cui Putin rivolse la proposta di (almeno) acquistare gas russo. «È per questo che sono qui», rispose il ministro saudita.

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