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Il Sudafrica sceglie Ramaphosa, inizia il dopo-Zuma

LA SVOLTA

Il Sudafrica sceglie Ramaphosa, inizia il dopo-Zuma

Cyril Ramaphosa è ufficialmente la nuova guida del Sudafrica che si prepara ad archiviare l’era di Jacob Zuma, travolto dagli scandali di corruzione dopo nove anni di regno. Il Parlamento ha confermato la sua successione a capo dello Stato, dopo l’interim assunto a seguito delle dimissioni di Zuma, ieri sera. Per alcuni, come il sito di news online Daily Maverick, è «la fine di un incubo». Acclamato dai colleghi del partito che fu di Nelson Mandela, Ramaphosa ha promesso di «lavorare molto duramente per non deludere la gente del Sudafrica».

Con la decisione di lasciare, Zuma ha scongiurato il voto di sfiducia programmato proprio per oggi dall’African National Congress, il suo partito. Ramaphosa, che a dicembre aveva conquistato la guida dell’Anc, rimarrà in carica fino alle elezioni presidenziali in programma per l’anno prossimo. Il suo compito non sarà facile: le fratture etniche e le ineguaglianze dividono in profondità il Paese. Domani pronuncerà il discorso sullo stato della Nazione, in qualità di quinto presidente del Sudafrica dalla fine dell’apartheid.

Le dimissioni di Zuma sono arrivate con un discorso alla televisione, dopo che l’unità anti-corruzione della polizia aveva perquisito la tenuta della famiglia Gupta, i suoi fedelissimi alleati di origini indiane, al centro degli scandali di corruzione che alla fine hanno travolto l’ex presidente. Le indagini hanno portato finora a otto arresti. Altri potrebbero essere eseguiti nelle prossime ore e potrebbero coinvolgere anche membri della famiglia Gupta. Ajay Gupta,uno dei tre fratelli della famiglia, si è dato alla fuga, secondo le autorità sudafricane. Lo stesso, in base ai media locali, avrebbe fatto Duduzane Zuma, figlio dell’ex presidente e socio d’affari dei Gupta. La famiglia avrebbe utilizzato i legami con Zuma per avere favori politici e influenzare il Governo. Zuma e i Gupta hanno sempre negato tutto.

La gestione dell’ex presidente ha intaccato profondamente i consensi dell’Anc, che dal 1994 (anno delle prime elezioni a suffragio universale) guida il Paese alla testa della coalizione “arcobaleno”. Nelle elezioni amministrative di agosto, il partito ha perso il controllo della capitale commerciale, Johannesburg, di quella politica, Pretoria, e di Port Elizabeth.

I MERCATI
Johannesburg Stock Exchange

La festa sui mercati è cominciata non appena si sono diffuse le prime voci sulle dimissioni di Zuma: la Borsa ha fatto un balzo del 3,5%; il rand, che si apprezza sempre quando Zuma è in difficoltà ed è la moneta che è salita di più negli ultimi tre mesi (+12%), viaggia ai massimi da tre anni contro il dollaro; i rendimenti sui titoli di Stato sono scesi ai minimi da oltre due anni. L’era Zuma ha visto il Pil del Sudafrica crescere di appena l’1,6% l’anno dal 2009. Ramaphosa ha promesso di ricostruire la fiducia degli investitori, risanare i conti pubblici e sconfiggere corruzione e inefficienze.

I settori che dovrebbero maggiormente beneficiare dal cambio di guardia sono banche e finanza, commercio al dettaglio, miniere. Saranno invece svantaggiate le aziende che contano sulla debolezza del rand.

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