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Il fronte anti-Brexit si riorganizza: nuovo partito e spot in tutto il Paese

LONDRA - La riscossa anti-Brexit è iniziata: il movimento si sta mobilitando prima che sia troppo tardi e la rottura con Bruxelles diventi definitiva. Un nuovo partito pro-Unione Europea punta a raccogliere voti nelle elezioni amministrative di maggio, mentre un gruppo prepara una campagna pubblicitaria in tutto il Paese. Le strategie sono diverse ma l’obiettivo è simile: rallentare se non far deragliare il treno Brexit che il Governo ha ormai lanciato sui binari.

Il fronte pro-Ue ha diverse frecce al suo arco: i sondaggi mostrano che l’entusiasmo per Brexit si è raffreddato nel Paese ora che le complessità della transizione e le possibili conseguenze negative dell'uscita sono emerse con maggiore chiarezza. Inoltre i tentativi del Governo di procedere spedito sono stati bloccati e il Parlamento ha ottenuto il diritto a votare sull’accordo finale. Si sta rafforzando un'alleanza tra deputati di tutti i partiti contrari a una “hard Brexit” e in particolare a un'uscita dall'unione doganale, questione che verrà votata in Parlamento tra poche settimane e sulla quale il Governo potrebbe essere sconfitto.

I venti contrari però sono altrettanto forti. Il fronte pro-Ue non è compatto ma comprende movimenti diversi, mentre alcuni dei suoi sostenitori sono figure molto controverse e criticate in Gran Bretagna – ad esempio il finanziere George Soros, che la stampa pro-Brexit descrive sempre come l'uomo che si è arricchito scommettendo contro la sterlina nel 1992, o l'ex premier Tony Blair, la cui credibilità è crollata dopo la guerra in Iraq.

L'accusa più grave lanciata contro chi vuole frenare Brexit è però quella di non voler rispettare la volontà popolare espressa nel referendum del giugno 2016. Chi crede nella democrazia dovrebbe accettare il risultato del voto, affermano i sostenitori di Brexit. Il risultato del referendum era stato 51,9% dei voti a favore dell'uscita dalla Ue e il 48,1% a favore di restare.

Stamani Best for Britain, un gruppo sostenuto da Soros e da donazioni volontarie, ha annunciato che sta organizzando una campagna pubblicitaria che prevede sia poster e cartelloni che messaggi online per sottolineare gli aspetti positivi di un allineamento il più stretto possibile con la Ue prima dei cruciali voti in Parlamento. La campagna durerà sei settimane e si concentrerà in particolare sulle regioni del nord dell'Inghilterra che avevano votato a favore di Brexit. Best for Britain ha raccolto 1,2 milioni di sterline di finanziamenti, circa metà da Soros e l'altra da donazioni di privati cittadini, e ha 500mila seguaci.

Un nuovo partito ha ambizioni ancora più alte. Renew (Rinnovare) si ispira apertamente al movimento francese En Marche che ha portato Emmanuel Macron all’Eliseo e punta a fare marcia indietro su Brexit. Il partito si definisce il “braccio armato” del movimento Remain che ne 2016 aveva fatto campagna a favore di restare nella Ue, intende candidare centinaia di persone alle elezioni amministrative di maggio e fare pressioni sui deputati che non prendono posizione contro Brexit.

Renew, che ha circa un migliaio di sostenitori, ha avviato una campagna di crowd-funding per finanziarsi. Il messaggio agli elettori, ha spiegato Sandra Khadhouri, una delle fondatrici del partito, è «non è colpa vostra. L'esito del referendum è sbagliato perché la gente ha votato senza essere informata sulla scelta che stava compiendo».

Intanto la premier Theresa May sembra decisa a delineare una posizione comune del Governo su Brexit, mettendo fine alle divisioni interne tra i ministri pro-Ue, come il cancelliere dello Scacchiere Philip Hammond e la responsabile degli Interni Amber Rudd, e i ministri pro-Brexit come il responsabile degli Esteri Boris Johnson e il ministro dell'Ambiente Michael Gove. La May ha invitato tutti a un incontro nella tenuta di campagna di Chequers giovedì, e terrà tutti “ostaggio”: nessuno potrà tornare a casa fino a quando sarà raggiunto un accordo.

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