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«Buco» nella sicurezza Usa: mancano i controlli sui passaporti…

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Denuncia di due senatori democratici

«Buco» nella sicurezza Usa: mancano i controlli sui passaporti elettronici

(Afp)
(Afp)

Invalicabili muri di confine tra nazioni, stringenti controlli alle frontiere, squadre speciali armate, muscolari procedure antiterrorismo e per tenere lontani gli immigrati clandestini... e poi a volte tutto questo può essere vanificato da un piccolo dettaglio: la mancanza di un programma. È quanto succede, da dieci anni, negli Stati Uniti, rivelato da una lettera inviata da due senatori, Ron Wyden dell’Oregon e Claire McCaskill del Missouri (entrambi democratici), che hanno scritto al capo dell’Us Customs and Border Protection (Cbp, le forze dell’ordine responsabili della sicurezza alle frontiere), Kevin K. McAleenan. I due senatori denunciano che il software che avrebbe dovuto garantire che i passaporti dei visitatori in ingresso negli Stati Uniti, per turismo o business, esentati dal visto (sono 38 Paesi in totale, Italia compresa) non siano falsificati o rubati, non è stato mai realizzato.

In pratica, ogni passaporto elettronico ha al suo interno un chip che contiene i dati di riconoscimento dell’intestatario, e informazioni crittografiche pressoché infalsificabili che permettono di verificare la sua reale identità. Il programma

che verifica questi dati crittati semplicemente non c’è, e quindi gli agenti della Cbp (una struttura che conta 60mila dipendenti, e con un budget di oltre 13 miliardi di dollari) non hanno mai potuto verificare la veridicità delle informazioni presenti nei passaporti elettronici. E questo fin da loro obbligo di utilizzo in ingresso negli Stati Uniti, che risale al 2007.

Come scrive in un tweet Matthew Green, docente di crittografia alla John Hopkins University di Baltimora, Maryland, «se hai un passaporto emesso da un Paese dove il visto di ingresso [negli Usa] non è obbligatorio, l'ufficiale di frontiera può vedere la tua foto e le informazioni su di te. Ma non è garantito che questi dati siano autentici».

Gli apparecchi necessari per la lettura delle informazioni presenti nei passaporti elettronici dei visitatori sono installati pressoché in tutti i posti di controllo per l’ingresso negli Usa. Però, questi apparecchi non hanno il necessario software crittografico che consente di stabilire, con una certezza pressoché assoluta, che questi dati non siano stati in qualche modo falsificati. La lettera dei due senatori fa notare inoltre che la mancanza era conosciuta dai dirigenti della Cbp fin dal 2010, e si chiude con un formale ma pressante invito: che entro il primo gennaio del prossimo anno i controlli crittografici siano sviluppati e installati.

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