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Abusi sessuali, si allarga lo scandalo nelle Ong

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COINVOLTA ANCHE LA CROCE ROSSA

Abusi sessuali, si allarga lo scandalo nelle Ong

Haiti, subito dopo il terremoto del 12 gennaio 2010 (Afp)
Haiti, subito dopo il terremoto del 12 gennaio 2010 (Afp)

Lo scandalo degli enti di beneficenza si allarga. Dopo le rivelazioni che hanno travolto Oxfam, altre due organizzazioni hanno ammesso che alcuni loro dipendenti hanno commesso abusi sessuali, anche su minori.
Plan International, un ente britannico specializzato nell'aiutare i bambini che ha una presenza in 50 Paesi in via di sviluppo, ha confermato oggi sei casi di abusi sessuali e sfruttamento di minori che sono avvenuti tra il 1 luglio 2016 e il 30 giugno 2017.

L’organizzazione ha detto che in cinque casi su sei la persona responsabile è stata denunciata alle autorità del Paese coinvolto e un dipendente è stato licenziato. Nello stesso periodo ci sono stati anche nove casi di molestie sessuali da parte di dipendenti dell’ente a danno di persone adulte: sette dei responsabili sono stati licenziati e due ammoniti.

«Ci dispiace molto»ha fatto sapere in un comunicato di autodenuncia online Tanya Barron, responsabile di Plan International UK: «Purtroppo non siamo immuni dai comportamenti del tutto inaccettabili di un piccolo numero di persone che lavorano per noi o con noi. L’importante è ammettere la verità e gli errori commessi».

Plan International ieri assieme a 21 altre organizzazioni del settore si era impegnata a fare di più per proteggere le persone vulnerabili che dovrebbero aiutare. L’obiettivo principale è lo scambio di informazioni sui dipendenti per impedire che una persona che si è comportata in modo illecito o illegale ed è stata allontanata da un ente di beneficenza possa poi andare a lavorare per un altro ente, cosa che è successa nel caso di Oxfam.

«Non ci può essere alcuna tolleranza per gli abusi di potere - afferma la lettera firmata tra gli altri anche dai dirigenti di Oxfam, Unicef UK, Cafod e Save the Children UK. – Abbiamo il dovere di fare tutto il possibile per prevenire, individuare e eliminare i comportamenti inaccettabili, per il bene dei nostri dipendenti, dei nostri sostenitori e soprattutto delle persone che è nostra missione aiutare».

Anche il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha confermato che 21 dipendenti sono stati licenziati o hanno dato le dimissioni dal 2015 a oggi per avere pagato prostitute. Yves Daccord, direttore generale della Croce Rossa Internazionale, si è detto «molto rattristato» e ha ammesso che sono stati fatti errori: «Questi tipi di comportamento sono un tradimento delle persone che dobbiamo aiutare, è un insulto alla loro dignità umana e noi avremmo dovuto vigilare meglio».

Lo scandalo era scoppiato con le rivelazioni sulla condotta di alcuni dipendenti di Oxfam che erano andati ad Haiti per prestare soccorso dopo il devastante terremoto del 2010 e che avevano sfruttato giovani prostitute locali. Nelle ultime settimane sono stati denunciati 26 case di abusi o molestie sessuali commessi da dipendenti dell’ente di beneficenza, 16 dei quali all'estero e 10 in Gran Bretagna.

Il Governo di Haiti ha sospeso ogni operazione di Oxfam nel Paese per due mesi, mentre il Governo britannico ha avviato un’inchiesta e potrebbe sospendere o tagliare i finanziamenti all'ente di beneficenza, che lo scorso anno ha ricevuto 32 milioni di sterline da Londra e 29 milioni dalla Commissione Europea.

Nel frattempo Oxfam ha rivelato che 7mila donatori privati hanno sospeso i loro contributi all'organizzazione da quando è scoppiato lo scandalo, mentre i grandi sponsor stanno valutando la loro posizione.

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