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Cina, stop al limite di 2 mandati. Xi Jinping verso la riconferma

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proposta del partito

Cina, stop al limite di 2 mandati. Xi Jinping verso la riconferma

  • – di Redazione Online
Foto Ap
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Xi Jinping potrebbe restare alla presidenza della Cina anche dopo il secondo quinquennio che dovrebbe partire a marzo con l'elezione da parte dell'Assemblea nazionale del popolo. Il Comitato centrale del Partito comunista cinese ha proposto di rimuovere dalla Costituzione l'espressione secondo cui il presidente e il vice presidente della Repubblica Popolare cinese “possono servire per non più di due mandati consecutivi”, secondo quanto riporta l'agenzia Nuova Cina sulle modifiche costituzionali in agenda della sessione parlamentare.

L’annuncio giunge alla vigilia di un vertice considerato cruciale in vista di una serie di riforme dell’apparato governativo di Pechino. Non sono stati forniti ulteriori dettagli, salvo il fatto che la proposta coprirebbe anche la carica della vicepresidenza.

La norma che impedisce al Presidente di restare in carica oltre i dieci anni dei due mandati, è l'unica barriera formale che separa Xi - che è anche leader del partito e comandante in capo dell'esercito - dalla possibilità di governare oltre il 2023. Le voci secondo cui Xi (al potere dal 2012) avrebbe cercato di governare più a lungo, si sono intensificate da quando ha rifiutato di identificare un chiaro successore lo scorso ottobre.

La campagna anticorruzione

Nel primo quinquennio al potere, peraltro, Xi ha avviato un rimescolamento radicale all’interno del Partito comunista, rimuovendo diversi leader una volta ritenuti intoccabili nell’ambito di una profonda azione contro la corruzione imperante.

Il 64enne Xi sarà formalmente riconfermato per il secondo mandato alla presidenza nella seduta del Parlamento cinese che si aprirà il prossimo 5 marzo. Non ci sono invece limiti precisi per le altre due cariche ricoperte da Xi - la guida del partito e dell’esercito -, anche se di solito viene anche in questo caso rispettato il limite del doppio mandato.

Le riforme costituzionali devono essere approvate dal Parlamento, composto da membri scelti per la loro fedeltà al partito: quindi non c’è da attendersi che i parlamentari blocchino la proposta di eliminazione del limite. In realtà il ruolo di guida del Partito comunista contempla poteri maggiori rispetti a quelli del presidente. Attualmente Xi è segretario generale del partito, ma non presidente, carica che non è stata più assegnata dopo i primi tre leader della Repubblica popolare cinese, Mao Zedong, Hua Guofeng e Hu Yaobang.

Uno dei più stretti alleati politici di Xi, il 69enne Wang Qishan, si è dimesso recentemente dal Comitato permanente dell’ufficio politico del Partito comunista, l’organismo che di fatto controlla il potere a Pechino. Anche se ha raggiunto i limiti di età per la carica, si sono moltiplicate le voci che lo vorrebbero come candidato alla vicepresidenza.

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