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Frena all’1,2% l’inflazione di Eurolandia

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POLITICA MONETARIA

Frena all’1,2% l’inflazione di Eurolandia

Rallentano i prezzi di Eurolandia. Anche se cominciano a manifestarsi pressioni sui beni industriali che suggeriscono, in prospettiva, una lenta ripresa dell’inflazione complessiva. A febbraio, secondo le stime flash di Eurostat, i prezzi sono aumentati dell’1,2% annuo, in calo dall’1,3% di gennaio. La misura più ampia di inflazione core è rimasta ferma all’1% mentre quella preferita dalla Bce - che esclude soltanto energia e alimentari lavorati - appare stabile all’1,2 per cento.

In accelerazione i prezzi industriali
Le novità più interessanti compaiono “al di sotto” dei dati complessivi. I prezzi dei servizi sono risultati in accelerazione all’1,3%, dall’1,2% che ha dominato l’intero periodo ottobre 2017-gennaio 2018, mentre quelli dei beni industriali (non energetici) continuano a guadagnare velocità: sono allo 0,7% annuo, dallo 0,6% di gennaio, lo 0,5% di dicembre e lo 0,4% di novembre e ottobre.

Calano gli alimentari non lavorati
Solo alcuni fattori temporanei - compreso il gioco degli arrotondamenti - hanno impedito che queste pressioni si manifestassero sull’inflazione complessiva e su quella core. L’indice complessivo è salito dell’1,16%, dall’1,30% di gennaio: la flessione è più forte quindi rispetto a quando mostri l’arrotondamento a una sola cifra decimale. Ha influito la flessione (-0,9%, dal +1,1% di gennaio) degli alimentari non lavorati, che ha mascherato gli aumenti degli altri comparti.

Il gioco degli arrotondamenti
Il gioco degli arrotondamenti ha fatto il resto. I prezzi dei beni industriali sono saliti dello 0,68% dallo 0,61% di gennaio e dallo 0,51% di dicembre: l’accelerazione si è dunque ridotta, sia pure in maniera non troppo incisiva. Analogamente, l’inflazione nei servizi è salita dell’1,27%, dall’1,24% di gennaio (e dall’1,21% di dicembre). In entrambi i casi si è trattato di un piccolo passo che però ha permesso un arrotondamento verso l’alto.

Inflazione core vicino a un rialzo
La misura più ampia di inflazione core calcolata da Eurostat è stata pari all’1,046% e quindi solo per un soffio non ha mostrato un incremento all’1,1%, dall’1,00% di gennaio. L’inflazione core - nella misura preferita dalla Bce, sui cui pesa la flessione degli alimentari non lavorati - si è fermata così all’1,23% dall’1,22%.

In attesa delle proiezioni di marzo
In complesso, viene confermata la diagnosi della Bce, che prevede una ripresa lenta ma costante dell’inflazione verso l’obiettivo del 2% (anzi, «sotto ma vicino al due per cento») e quindi la sua strategia di lentissima normalizzazione della politica monetaria. Le proiezioni della Bce, che saranno aggiornate la settimana prossima, tengono comunque conto dell’andamento trimestrale delle variazioni annuali dei prezzi: le “alterazioni” puramente temporanee, come la flessione dell’inflazione complessiva di febbraio, sono quindi sostanzialmente azzerate. L’accelerazione nei servizi avrà un peso molto limitato mentre quella nei prodotti industriali dovrebbe ora cominciare, lentamente, a manifestare il suo effetto.

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