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GroKo, in Germania la Spd annuncia i suoi ministri

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finanze ed esteri tra i sei dicasteri

GroKo, in Germania la Spd annuncia i suoi ministri

Da sinistra, Hubertus Heil,  Andrea Nahles,  Heiko Maas, Olaf Scholz,  Katarina Barley,  Franziska Giffey, Svenja Schulze (Epa)
Da sinistra, Hubertus Heil, Andrea Nahles, Heiko Maas, Olaf Scholz, Katarina Barley, Franziska Giffey, Svenja Schulze (Epa)

La squadra dei sei ministri socialdemocratici è pronta per mettersi al lavoro nella Grande Coalizione, per la terza volta con Cdu-Csu. La Spd, junior partner nella GroKo indebolito da una forte crisi interna e dal crollo del suo elettorato, ha annunciato questa mattina i nomi dei suoi membri nell'esecutivo, due dei quali - Olaf Scholz ministro delle finanze e vicecancelliere e Heiko Maas agli Esteri, siederanno su poltrone chiave e avranno un peso determinante per il futuro dell’Europa e anche per il ruolo della Germania sullo scacchiere della geopolitica mondiale.

Il «timido» Maas agli Esteri

Il volto più nuovo sulla scena internazionale è quello del socialdemocratico Heiko Maas, che lascia l’incarico di ministro della Giustizia per gli Esteri. Definito “timido”, la sua nomina è tra tutte quelle Spd la più controversa perché, sottolineano i commentatori politici tedeschi, Mass ha «zero esperienza» in politica estera. Il ministero degli Esteri tedesco è naturalmente bene organizzato, ha uno staff molto competente e Maas potrà contare su un team di esperti che garantiranno continuità.

In tandem con Merkel “contro” Macron
Angela Merkel ha inoltre sempre messo la sua impronta sulla politica estera e ora viene descritta pronta a contrastare l’ascesa di Emmanuel Macron come leader del rilancio dell’Unione Europea: dopo essersi dovuta impegnare per sei lunghi mesi in casa alla ricerca di un governo, la Merkel e Heiko Mass inizieranno a lavorare subito sui dossier più scottanti, primo tra tutti quello dei dazi annunciati da Donald Trump che colpiscono in maniera particolarmente dura la Germania: gli Usa sono il primo partner commerciale per esportazioni della Germania, con 112 miliardi di euro di prodotti tedeschi venduti negli Usa nel 2017.

Il crepuscolo di Sigmar Gabriel
Gli Esteri perdono una figura forte come Sigmar Gabriel che era apprezzato in Europa e non solo: il suo carattere spigoloso e indipendente, il suo recente scontro diretto e sgraziato con l’ex-amico Martin Schulz e il suo rapporto difficile con la nuova leader dell’Spd Andrea Nahles, tutto ha contribuito ad anticipare la fine della sua carriera. Proprio Gabriel ha scoperto Maas, portandolo nel 2013 da Saarbrücken a Berlino come ministro della Giustizia dopo gli insuccessi in Saarland.

Scholz alle Finanze

Altro ministro chiave dall’Spd è Olaf Scholz che va alle Finanze e diventa vicecancelliere. Di lui si mette in risalto il pragmatismo – e per questo andrà d’accordo con Angela Merkel, e la sua maniacale precisione. È considerato un esponente dell’ala destra del suo partito e questo significa che sebbene la sua linea sarà più morbida di quella di Wolfgang Schäuble, non sarà pronto a fare grandi concessioni all’Italia nell'Eurogruppo quando verranno affrontati temi che riguardano la disciplina dei conti pubblici.

Alla Giustizia l’«inglese» Barley
Tra gli altri esponenti Spd nella Grande Coalizione, Hubertus Heil vice presidente del gruppo Spd e già nel Bundestag diventa ministro del Lavoro. Il programma GroKo prevede una stretta severa sui contratti a tempo determinato, una delle grandi vittorie di Schulz nella trattativa con Cdu-Csu per fare coalizione. Katarina Barley, un’inglese con cittadinanza tedesca, ex ministro della Famiglia diventa ministro della Giustizia al posto di Maas. Franziska Giffey diventa ministro della Famiglia: è nota come una pragmatica dalla Germania dell’Est. Svenja Schulze, segretario generale della Spd della Renania Settentrionale-Vestfalia, diventa ministro dell’Ambiente.

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