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Toys “R” Us vende i suoi negozi, spinta dal digitale e Amazon

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Toys “R” Us vende i suoi negozi, spinta dal digitale e Amazon

New York - Potremmo chiamarlo, letteralmente, un gioco al massacro. E' quello al quale da' il via Toys “R” Us, che ha annunciato la chiusura dei suoi quasi mille negozi statunitensi, fino all'ultimo. Certo il celebre e storico retailer ludico, che fa risalire le proprie origini a un piccolo negozio aperto a Washington nel 1948 agli albori del baby boom, e' gia' in amministrazione controllata dal settembre dell'anno scorso, schiacciato da debiti per cinque miliardi di dollari, perdite e crolli delle vendite.

Ma il nuovo capitolo della crisi, anzi il passo finale che dovrebbe vedere la liquidazione della societa' entro i prossimi giorni, e' di pessimo auspicio per molti altri protagonisti grandi e piccoli dell'intero settore dei giocattoli, distributori o produttori che siano. La catena, nonostante abbia portato i libri in tribunale, ha tuttora una quota d'un quinto del mercato statunitense.
Investitori e analisti si sono ormai accorti della debacle annunciata e hanno smesso di divertirsi - ascrivendo il terremoto alla crescente concorrenza dell'entertainment digitale e hi-tech e alla pressione al ribasso sui prezzi generata dall'avanzata dell'e-commerce di Amazon.

Nei giorni scorsi i titoli dei due principali colossi statunitensi quotati in Borsa della produzione di giochi - il leader Hasbro e la Mattel di Barbie che dai negozi di Toys R Us derivano il 10% del fatturato - sono precipitati. A Hasbro non vale ormai piu' neppure aver collezionato quasi tutte le licenze legate ai personaggi di Disney e dei suoi molteplici e popolari Studios, da Marvel a Pixar e LucasFilm.

Anche produttori statunitensi minori quali Jakks Pacific non sono stati risparmiati, subendo un tonfo del 5 per cento. Fuori dai confini americani ha sofferto in Canada la Spin Master, scivolata del 3 per cento. E in Europa il gigante non quotato Lego e' reduce dal primo declino delle entrate in tredici anni. La nuova crisi e' diventata tale che sono tornate in auge voci di potenziali acquisizioni o fusioni nel settore, a cominciare da una combinazione proprio tra Hasbro e Mattel.

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