Mondo

Il «terribile» accordo sul nucleare iraniano che Trump vuole…

  • Abbonati
  • Accedi
DA TILLERSON A POMPEO

Il «terribile» accordo sul nucleare iraniano che Trump vuole cancellare

Non è un caso se il primo commento di Donald Trump dopo aver liquidato il suo Segretario di Stato, Rex Tillerson, abbia toccato il più scottante dei dossier internazionali: il nucleare iraniano. «Mi stava simpatico ma su alcune cose non andavamo d'accordo. Io penso che l'intesa sul nucleare con l'Iran sia terribile, a lui andava bene. Io voglio cancellarla o rifarla, lui aveva idee diverse», ha spiegato.

È legittimo pensare che agli occhi di Tillerson l'intesa sul nucleare, se non il migliore degli accordi possibili, fosse comunque un apprezzabile risultato ispirato ai principi della realpolitik. Perfettibile - lui stesso intendeva apportavi delle migliorie - ma necessario per scongiurare scenari ben peggiori. D’altronde quali erano le alternative? L’Iran avrebbe proseguito ad arricchire l'uranio in modo autonomo, con il rischio concreto di dotarsi di un arsenale atomico. E per impedirlo a un certo punto sarebbe stato necessario un massiccio raid militare, se non una guerra aperta, caldeggiato da Israele e Arabia Saudita. Scenari capaci di incendiare l'intero Medio Oriente in un periodo peraltro già drammatico.

Anche senza ricorrere all'opzione militare, la soluzione caldeggiata da Trump - un nuovo round di sanzioni, fino al ripristino dell'embargo petrolifero – potrebbe non essere così efficace. Lo stralcio unilaterale di un documento siglato nel luglio del 2015 dal gruppo 5+1 (Usa, Russia, Cina, Francia, Regno Unito e Germania) sarebbe interpretato come un via libera a chi quelle sanzioni vorrebbe aggirarle, in prima linea Russia e Cina. Bruxelles è stata risoluta: l'accordo non si tocca. Trump non è legittimato a farlo. Tillerson sapeva che far terra bruciata di tutta la politica internazionale costruita dal presidente Barack Obama avrebbe creato una gravissima crisi diplomatica con gli alleati europei. Soprattutto in questa circostanza, quando sono tutti compatti.

Il suo successore, l'ex capo della Cia Mike Pompeo, sposa invece la linea di Trump . Anche lui si è espresso sull'opportunità di stralciare il dossier nucleare. Il fatto che sia stato promosso in questo momento al vertice della Diplomazia americana non è un caso. Manca poco al termine per ricertificare il rispetto da parte dell'Iran al programma nucleare, come una legge americana prescrive debba essere fatto ogni 90 giorni. Obtorto collo, per due volte Trump ha rinunciato alle sanzioni. Lo sorso ottobre il Congresso ha riconfermato il loro congelamento rimandando la palla alla Casa Bianca. A maggio le cose potrebbero andare diversamente. Il team del presidente lo aveva subito precisato: «Questa sarà l'ultima volta che le sanzioni contro l'Iran saranno congelate, a meno che l'accordo sul nucleare di Teheran non venga migliorato».

Iran agli Usa, 'l'accordo sul nucleare non si tocca'

Ma come? Finora l'Agenzia internazionale per l'Energia atomica ha confermato che l'Iran sta rispettando i termini dell'accordo. Ma per Trump, se non nella forma, l'intesa è stata ripetutamente violata nello spirito. E da tempo chiede che il team dell'Onu compia anche ispezioni in siti militari ritenuti sospetti e che venga incluso nel dossier nucleare anche quello sui test missilistici iraniani. Pur avendo espresso contrarietà e preoccupazione per i test balistici, Bruxelles preferisce mantenere i due dossier separati, escludendo a priori ulteriori modifiche. Una calda primavera diplomatica sta bussando alle porte.

© Riproduzione riservata