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Esule russo trovato morto a Londra: la polizia indaga per omicidio.…

UN NUOVO CASO DOPO QUELLO DELLA SPIA AVVELENATA

Esule russo trovato morto a Londra: la polizia indaga per omicidio. Johnson accusa Putin per la spia avvelenata

Sembra aggravarsi la crisi diplomatica fra Gran Bretagna e Russia, dopo l’avvelenamento dell’ex spia russa Sergei Skripal e di sua figlia Yulia che ha spinto Theresa May a cacciare 23 diplomatici russi e Stati Uniti, Francia e Germania a fare ieri una dichiarazione congiunta con Londra. Oggi la polizia britannica ha aperto un fascicolo per omicidio sulla morte a Londra di Nikolai Glushkov, ex socio dell'oligarca anti-Putin Boris Berezovski, anch’egli morto in circostanze non ancora chiarite. Il decesso sarebbe avvenuto per soffocamento, a causa di una qualche forma di «pressione sul collo».

Si apre l’indagine Glushkov quando ancora tiene banco il caso Skripal. Il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson è stato durissimo: a proposito dell’avvelenamento, in un colloquio con il New York Times, accusa direttamente Vladimir Putin e dice «è enormemente probabile una decisione» del presidente russo al riguardo. La Gran Bretagna, dice Jonhson, non ce l’ha con il popolo russo ma «con il Cremlino di Putin». Mosca definisce le parole di Johnson una «violazione del galateo diplomatico».

Chi era Glushkov
Per Scotland Yard, al momento «non c'è nulla che suggerisca un legame» fra la morte di Glushkov e «la tentata uccisione a Salisbury» dell'ex spia russa Serghei Skripal, precisa Scotland Yard, aggiungendo che «non c'è alcuna evidenza
che (Nikolai Glushkov) sia stato avvelenato». Tuttavia l'ipotesi investigativa dell'omicidio viene accreditata anche in questo caso, sulla base delle “frequentazioni” del morto. Glushkov, 69 anni, aveva avuto incarichi dirigenziali negli anni '90 in seno all'Aeroflot e nell'azienda automobilistica Avtovaz di Togliatti, quando entrambe erano di fatto sotto il controllo di Berezovski. E aveva più tardi seguito l'oligarca nel suo 'esilio' londinese, pur non avendo lo stesso profilo pubblico e d'impegno politico, dopo essere stato processato per truffa nel 2000 in patria, incarcerato e infine assolto dalle accuse più gravi nel 2004. In un successivo processo era stato poi condannato in contumacia a 8 anni per aver sottratto 123 milioni di dollari dalle casse dell'Aeroflot.

Nel 2013 era morto a Londra anche Berezovski, ex eminenza grigia del Cremlino entrato in rotta di collisione con Vladimir Putin nei primi anni 2000 e ormai quasi prosciugato delle sue immense ricchezze. Un decesso che aveva suscitato molti dubbi, ma che la polizia britannica aveva alla fine chiuso come non sospetto, ipotizzando che si fosse suicidato o fosse rimasto vittima di un «gioco estremo». In un’intervista al Guardian rilasciata poco dopo il decesso di Berezovski, Glushkov era stato molto chiaro: «Sono convinto che Borsi sia stato ucciso. Ho informazioni assai diverse da quelle che circolano sui media», aveva detto.

Da Mosca intanto arrivano segnali di apertura dopo la sprezzante reazione dei giorni scorsi. Gli investigatori russi sono pronti a collaborare con i loro colleghi britannici nell'inchiesta sul caso Skripal - in particolare sull'avvelenamento di Yulia Skripal, figlia dell'ex spia Serghiei Skripal e cittadina russa - nonché sulla morte di Glushkov. Lo annuncia la portavoce del Comitato investigativo russo, Svetlana Petrenko.

L’Italia si allinea a Londra
A livello diplomatico c’è stato oggi anche il coinvolgimento dell’Italia. Paolo Gentiloni ha assicurato a Theresa May «pieno sostegno e solidarietà verso il Regno Unito» per l’attacco di Salisbury contro l'ex spia russa Serghei Skripal. Lo sottolinea Downing Street in una breve nota sul colloquio avuto oggi dalla premier britannica con il presidente del Consiglio italiano. I due leader «hanno concordato sulla necessità di mantenere la pressione sulla Russia».


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