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Russia al voto, bassa affluenza unico ostacolo per Putin

DOMENICA LE ELEZIONI

Russia al voto, bassa affluenza unico ostacolo per Putin

L'invito, in un elegante cartoncino patinato, arriva per posta: «Saremo lieti di verderLa al seggio dalle 8 alle 20, ora locale». E poi: «Non ceda a nessuno il diritto di scegliere, proprio il suo Voto può rivelarsi decisivo! Si ricordi: Lei sceglie, il Paese vince!». Firmato, Ella Pamfilova, presidente della Commissione elettorale centrale.
Il Cremlino non bada a spese nello sforzo di alzare il più possibile un'affluenza che domenica, alle elezioni che incoroneranno per la quarta volta Putin, è stato stabilito come in un piano quinquennale che dovrebbe toccare il 70%. Così come il consenso auspicato per il presidente, che ha bisogno di fugare ogni dubbio sull'appoggio sincero del Paese. Il grafico delle sue precedenti affermazioni è il seguente: 53,4% al debutto nel 2000, 71,9% nel 2004, 63,60 nel 2012 (in mezzo, nel 2008, il sostituto Dmitrij Medvedev raccolse il 70,28%, per poi farsi da parte al turno successivo).

Legittimità significa anche un voto formalmente corretto, senza incidenti ai seggi, senza autobus carichi di elettori “fake” portati di qua e di là a incrementare l'affluenza o video di funzionari colti a imbottire le urne di schede precompilate: cose che nel doppio appuntamento elettorale del 2011/2012 - parlamentari e presidenziali - accesero una protesta che, per quanto scoraggiata in tutti i modi, incombe anche sul voto di domani.

Ma forse più di quella le autorità temono il disinteresse, l'apatia o semplicemente la convinzione, anche tra gli elettori che sostengono il presidente, che non valga la pena disturbarsi visto che l'esito è scontato. Mentre Aleksej Navalny, il leader dell'opposizione a cui non è stato permesso candidarsi, invoca il boicottaggio. Domenica a Mosca sono previste temperature tra i -12 e i -20 gradi, e per contrastarle si è dato sfogo alla fantasia: fiere gastronomiche con tante specialità regionali, opportunamente dislocate vicino ai seggi, concorsi fotografici con iPhone e iPad in palio per il “selfie al seggio” più bello, referendum su questioni locali più vicine alla sensibilità degli elettori, manifestazioni sportive. Video che da giorni circolano online ironizzando sulle drammatiche conseguenze di un non-voto. Il più popolare, e controverso perfino in Russia, racconta l'«incubo» di un signore che - determinato a disertare i seggi - sogna militari di colore che bussano per richiamarlo al servizio di leva, o gay da ospitare in base alle nuove norme di un Paese imprevedibile.

Questo, è il messaggio, succede quando si apre la porta al cambiamento. Meno spiritosi altri metodi di cui non tutti parlano, le pressioni che impiegati pubblici o studenti subiscono ovunque, in regioni come il Caucaso dove non si scende sotto il 90% (di affluenza e consensi per Putin) ma anche nella capitale, dove i dipendenti del metrò hanno detto di essere stati minacciati di tagli agli stipendi, se non dovessero farsi vedere ai seggi.
Vladimir Putin ha usato un tono diverso, in un video-messaggio in cui alla vigilia, in qualità di «massima autorità dello Stato», ha usato la parola “preghiera” per invitare i russi a «scegliere il futuro della grande, amata Russia». Nell'eterno scambio tra due coppie di parole chiave, uguali nella lingua russa: eleggere/scegliere, voto/voce. Domani un certo numero di persone andranno effettivamente a votare alle elezioni: ma a pochissimi sembreranno davvero un'occasione per far sentire la propria voce, scegliendo.

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