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In Sierra Leone le prime elezioni al mondo garantite da blockchain

TECNOLOGIA E CRIPTOVALUTE

In Sierra Leone le prime elezioni al mondo garantite da blockchain

(Ansa/Ap)
(Ansa/Ap)

La Sierra Leone, uno dei paesi più poveri al mondo, sposa la blockchain, la tecnologia alla base del bitcoin, per garantire il proprio sistema elettorale. Il 7 marzo scorso, quando più di tre milioni di abitanti del paese centrafricano si sono recati alle urne per eleggere il nuovo presidente, nel Distretto occidentale, la regione più popolosa, i voti sono stati registrati tramite una blockchain che assicurasse la trasparenza e impedisse frodi nel conteggio.

L'idea è semplice: come la “catena dei blocchi” garantisce la trasparenza delle transazioni delle critpovalute utilizzando un registro pubblico distribuito che traccia tutte le operazioni, così il sistema può assicurare il processo elettorale registrando in maniera immutabile e trasparente ogni singolo voto. I risultati possono essere visti da tutti, ma solo le persone autorizzate possono certificare l'inserimento dei voti nella catena. La soluzione è stata messa a punto da Agora, una fondazione svizzera che mette a punto sistemi di voto digitalizzati utilizzando una blockchain privata o “permissioned” - diversa da quella pubblica di bitcoin - per la certificazione del risultato elettorale.

In diversi paesi africani le elezioni sono spesso condizionate da frodi e corruzione da parte dei potentati locali e delle diverse etnie, tanto più in un paese come la Sierra Leone dove la povertà, aggravata negli ultimi anni da Ebola e da alluvioni, si accompagna a un elevato livello di analfabetismo e da violenze elettorali.

Un sistema elettorale più trasparente può contribuire ad alimentare la fiducia nel paese, anche dall'esterno. «Se l'ha fatto la Sierra Leone, possiamo farlo ovunque», hanno commentato soddisfatti da Agora che punta a replicare il sistema per altre elezioni nel continente africano. La fondazione elvetica ambisce ad automatizzare l'intero processo elettorale attraverso il voto elettronico garantito da sistemi biometrici e soluzioni crittografiche. E con i voti certificati nella blockchain.Per la cronaca nessuno dei sedici candidati ha raggiunto la maggioranza del 55% necessaria per essere eletti al primo turno. Si andrà quindi al ballottaggio, il 27 aprile prossimo, per scegliere tra il ministro degli Esteri Samura Kamara e il candidato dell'opposizione, Julius Maada Bio, in testa con il 43,3% dei voti contro il 42,6 del rivale, fedele del presidente Ernest Bai Koroma, giunto alla fine del suo secondo mandato.

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