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L’America dopo 10 anni chiude il dialogo economico con la Cina

in vista del g-20 finanziario

L’America dopo 10 anni chiude il dialogo economico con la Cina

Da sinistra, il segretario Usa al Tesoro Steve Mnuchin con il presidente Donald Trump (Afp)
Da sinistra, il segretario Usa al Tesoro Steve Mnuchin con il presidente Donald Trump (Afp)

In un nuovo segnale di raffreddamento delle relazioni bilaterali, l’Amministrazione Trump ha deciso di interrompere il Dialogo economico con la Cina. Lo ha annunciato il sottosegretario al Tesoro per gli affari internazionali, David Malpass, a Buenos Aires per il G-20 finanziario che si svolge lunedì e martedì. Malpass ha spiegato che l'amministrazione è «delusa» dalla Cina e dai suoi passi indietro nell'aprire il suo mercato alla concorrenza straniera.

«Una delle cose che stiamo facendo è mantenere aperte linee di comunicazione anche se abbiamo espresso preoccupazione» sull'influenza di Pechino sulle aziende controllate dallo Stato. Lo stop al programma di dialogo economico, il Comprehensive Economic Dialogue, arriva mentre l'amministrazione Trump si prepara a lanciare un nuovo pacchetto di dazi contro la Cina su 30 miliardi di dollari di prodotti, soprattutto tecnologici. Un pacchetto che include anche restrizioni agli investimenti, che dovrebbe essere annunciato a breve andando a complicare i rapporti fra i due paesi, già tesi per i dazi sull'acciaio e l'alluminio.

L’interruzione di questo canale di comunicazione istituzionale mette fine a un dialogo avviato dall’ex ministro del Tesoro Hank Paulson ai tempi dell’Amministrazione Bush. I segnali di un peggioramento dei rapporti si erano già avuti nel luglio scorso quando le due super-potenze non erano riuscite a concordare un comunicato congiunto al termine del round di colloqui del Comprehensive Economic Dialogue. Il segretario al Commercio Wilbur Ross aveva in precedenza accusato la Cina di detenere un improprio vantaggio commerciale grazie al suo surplus bilaterale con gli Stati Uniti.

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«Il mercato cinese - ha detto Malpass - non consente la reciprocità nel senso che gli altri Paesi non possono operare in Cina alle stesse condizioni con cui le imprese cinese operano all’estero». Per questo il sottosegretario vede la necessità di una risposta compatta dei partner commerciali di Pechino di fronte allo stallo delle riforme in Cina. La nuova linea di Trump segna una soluzione di continuità con quella delle amministrazioni Bush e Obama, entrambe alla ricerca di un dialogo con Pechino.

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