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Il caso Selmayr arriva sul tavolo del Consiglio Ue

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Il caso Selmayr arriva sul tavolo del Consiglio Ue

Il cosiddetto «Selmayrgate», la nomina di Martin Selmayr, braccio destro del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, a segretario generale dell'istituzione comunitaria, arriva sul tavolo del Consiglio europeo. A sollevare la questione, durante il pranzo informale dei ministri degli Affari europei, è stata l'Olanda. Richieste di chiarimento, su mandato del Parlamento olandese, sono state avanzate dal rappresentante permanente presso l’Unione, Robert de Groot.

A difendere la procedura seguita dalla Commissione per la nomina è stato invece il vicepresidente Frans Timmermans. Secondo fonti diplomatiche, la questione potrebbe persino arrivare al vertice dei leader europei di giovedì e venerdì, a seconda delle risposte che arriveranno dalla Commissione europea.

Ieri, intanto, la commissione dell’Europarlamento di controllo sul bilancio ha avviato come previsto l’inchiesta sulla vicenda. I coordinatori dei gruppi politici del Pe hanno deciso di convocare il commissario europeo responsabile per il personale, il tedesco Gunther Oettinger, per il 27 marzo prossimo per avere chiarimenti su tutti gli interrogativi suscitati dalla nomina e rimasti finora senza risposta. Il presidente dell'esecutivo Ue, Juncker, dovrà invece rispondere per iscritto alle domande che gli sono state inviate dalla stessa commissione bilancio. La nomina di Selmayr, oltre ad aver colto di sorpresa praticamente tutti a Bruxelles, è stata contestata soprattutto per l’opacità della procedura seguita che secondo alcuni sarebbe stata manipolata per sgombrare preventivamente il campo da qualsiasi concorrente che potesse aspirare al posto di segretario generale e lasciare libera la strada a Selmayr. A preoccupare, però, è anche l’eccessiva concentrazione di potere nelle mani di una sola persona, anche alla luce delle sempre più precarie condizioni di salute di Juncker e visto che il posto di capo di gabinetto del presidente è passato alla vice di Selmayr. La scorsa settimana la vicenda Selmayr era già stata al centro di un animato dibattito nella seduta plenaria del Parlamento a Strasburgo.

«Ormai il danno è fatto, la storia è uscita dalla bolla di Bruxelles. Ma ora che la vicenda è arrivata in Parlamento e al Consiglio può accadere di tutto» osserva un diplomatico. «La cosa più semplice è che alla Commissione venga chiesto di rivedere le regole sulle nomine interne, ma questo è quasi scontato. Il rischio è che per restare in piedi l’esecutivo Ue debba concedere la testa di Selmayr, se non addirittura quella di Juncker».

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