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GERMANIA

Sei donne ministro e un governo più giovane: tutti i numeri della GroKo tedesca

Il nuovo gabinetto Merkel
Il nuovo gabinetto Merkel

FRANCOFORTE - La Grande coalizione non riconosce parità di poltrone dei 15 ministri tra uomini e donne, anche se ci va molto vicina. Il rapporto non è 50-50 ma 6 donne ministre, 9 uomini ministri e in aggiunta Angela Merkel cancelliera.

Le 6 ministre sono tre della Cdu - Ursula von der Leyen alla Difesa, Anja Karliczek per l’Istruzione, Julia Kloeckner per ’Agricoltura - e tre dell’Spd: Svenja Schulze per l’Ambiente, Franziska Giffey per Famiglia e Katarina Barley alla Giustizia. Nessuna donna dalla Csu.
Tre dei 9 ministri arrivano dalla CDU: Heige Braun alla Cancelleria, Jens Spahn alla Sanità, Peter Altmeier per l’Economia; tre dall’Spd: Olaf Scholz per le Finanze (un ministero storicamente Cdu), Heiko Maas per gli Esteri e Hubertus Hell per il Lavoro; tre dalla Csu: Horst Seehofer per gli Interni, Andreas Scheuer ai Trasporti e Gerd Müller allo Sviluppo.

Le elezioni dello scorso 24 settembre, con l’ingresso di Alternative für Deutschland in Parlamento, hanno abbassato la media delle donne nel Bundestag al livello più basso dal 2002: 219 donne contro 491 uomini.
Il ricambio generazionale inizia a farsi sentire: la GroKo ha un’età media di 45 anni, quando in passato le Grandi coalizioni erano più vicine ai 60 anni di media. La Merkel, con i suoi 63 anni, è la seconda più grande di età. Jens Spahn è un giovane (37 anni) in ascesa nella destra della Cdu.

Per arrivare a questa GroKo si è raggiunto il primato dello stallo politico in Germania: 171 giorni di trattative, che comprendono il fallimento della coalizione Jamaica con Cdu-Csu e Fdp (Partito liberale democratico).
L’accordo tra i partiti è un documento di 177 pagine, una lunghezza che non ha precedenti: per la prima volta “Ue” è nel titolo e per la prima volta il primo capitolo (su 14) è dedicato all’Europa, con un programma delineato in cinque pagine.
Questa GroKo ha un altro primato: un tesoretto di surplus da spendere pari a 46 miliardi di euro in spesa pubblica, investimenti (in Germania ma anche in Europa, anche se la quota europea non è stata ancora definita) e taglio delle tasse.

Altra novità: per la prima volta al ministero federale degli Interni è stato aggiunto il termine Heimat che ha un significato molto vicino alla “patria” inteso come luogo dove ci si sente a casa. Questo in risposta ai voti persi da Cdu, Csu e Spd alle elezioni.
Questa Groko nasce sul peggiore risultato elettorale dal Dopoguerra per i tre partiti: lo scorso 24 settembre Cdu-Csu sono calati per la prima volta al 33% e l’Spd al 20,5 per cento. Ma intanto la Germania macina otto anni di crescita: il Consiglio degli esperti economici ha rivisto al rialzo la crescita per il 2018 al 2,3 per cento.

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