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Ue: subito una web tax del 3% sul fatturato delle imprese digitali

proposta della commissione

Ue: subito una web tax del 3% sul fatturato delle imprese digitali

(Epa)
(Epa)

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – Dinanzi alle difficoltà di trovare un accordo a livello internazionale, come ha dimostrato il recente incontro del G-20 a Buenos Aires, la Commissione europea ha presentato oggi qui a Bruxelles nuove soluzioni per affrontare l'annosa questione della tassazione dell'industria digitale. Il pacchetto di proposte prevede tra le altre cose la controversa tassazione del fatturato delle imprese digitali a livello nazionale. La stessa Business Europe è critica dell'iniziativa.

«Le regole attuali non permettono ai paesi membri di tassare correttamente le imprese digitali in Europa quando queste non hanno presenze fisiche – ha detto il commissario agli affari monetari Pierre Moscovici –. Questa situazione rappresenta un buco nero per gli stati membri, buco nero che aumenta sempre più poiché la base imponibile si riduce. Ecco il motivo per cui oggi proponiamo una nuova norma giuridica e una tassa provvisoria applicabile a tutte le attività digitali».

La proposta di lungo termine
Due quindi le proposte. La prima struttuale di lungo termine. La seconda di breve termine e temporanea, in attesa di una intesa internazionale. Cominciamo dalla prima. Per decenni, la tassazione societaria è avvenuta sulla base dei profitti generati in un dato paese per via della presenza fisica dell'azienda in quello Stato. Per sua natura, l'industria digitale non ha frontiere. Di conseguenza, la Commissione propone nuovi criteri per giudicare la presenza fisica di una azienda digitale.
Bruxelles considera che la presenza digitale possa essere valutata sulla base di uno di questi tre parametri: almeno sette milioni di euro di fatturato annuale in un paese membro; almeno 100mila utilizzatori in un paese membro durante un dato esercizio fiscale; almeno 3.000 contratti commerciali sempre in un dato paese membro. «Le nuove regole cambierebbero il modo in cui i profitti aziendali sono attribuiti ai paesi membri», spiega la Commissione.

Tassa del 3% sul fatturato nazionale
In attesa che questo nuovo paradigma sia accettato a livello globale, Bruxelles propone fin da ora di tassare nell'Unione il fatturato nazionale delle singole imprese digitali. Il giro d'affari dovrebbe essere generato dalla vendita pubblicitaria, dalle attività di intermediazione, dalla vendita di informazioni personali. A essere tassate sarebbero le imprese con un fatturato di almeno 750 milioni di euro a livello mondiale e di almeno 50 milioni di euro a livello europeo. L'aliquota sarebbe del 3%.

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Marcegaglia: la Ue non può procedere da sola
Commentando stamani qui a Bruxelles l'iniziativa della Commissione, Emma Marcegaglia, presidente dell'associazione imprenditoriale Business Europe, ha fatto notare: «È importante avere un accordo internazionale sulla tassazione delle imprese digitali, l'Europa non può procedere su questo da sola (…) Noi non vogliamo difendere nessuno in particolare, ma se stiamo ai nostri principi, alle pratiche internazionali, a essere tassati sono i profitti non il fatturato, è questa regola che dobbiamo difendere».

Il «no» dell’Irlanda
Secondo l'esecutivo comunitario, la nuova imposta potrebbe generare fino a cinque miliardi di euro di gettito fiscale. Bruxelles spiega che la proposta non viola regole sulla doppia tassazione e permette di evitare la segmentazione del mercato unico attraverso l'emergere di iniziative nazionali (come in Italia, in Slovacchia e in Ungheria). Attualmente, le imprese digitali vengono tassate con una aliquota media del 9,5% rispetto al 23,2% di una società tradizionale.
In Europa, il tema fiscale è notoriamente fonte di tensioni. Secondo i Trattati, i progetti legislativi in questo campo vengono approvati solo dal Consiglio (il Parlamento ha un potere consultativo), ma richiedono l'unanimità dei paesi membri. Si prevede un dibattito acceso tra i governi. In assenza di accordo globale, alcuni paesi sono contrari a imporre una particolare forma tassazione ai danni delle imprese digitali, in particolare l'Irlanda che ospita non poche aziende del settore.

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