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Dazi Usa, crollano le Borse asiatiche. Da Pechino reazione contenuta

VENTI DI GUERRA COMMERCIALE

Dazi Usa, crollano le Borse asiatiche. Da Pechino reazione contenuta

«La Cina non ha assolutamente paura di una guerra commerciale» e «la Cina non vuole una guerra commerciale». Pechino avverte gli Usa dopo i dazi annunciati dal presidente Donald Trump sui prodotti cinesi. E lo fa dopo aver pubblicato un elenco di prodotti statunitensi su cui la Cina è pronta a imporre dazi per 3 miliardi di dollari per rappresaglia contro le misure statunitensi a difesa di acciaio e alluminio. La Cina ha minacciato dazi su oltre un centinaio di prodotti americani per circa 3 miliardi di dollari poche ore dopo che Donald Trump ha aperto le ostilità commerciali contro la seconda più grande economia mondiale firmando un ordine che impone dazi su un valore di 60 miliardi di importazioni per circa 1.300 prodotti cinesi.

Carne di maiale Usa nel mirino
La reazione cinese, almeno per ora, appare dunque contenuta, anche se riguarda solo i dazi appena entrati in vigore su acciaio e alluminio e non quelli ben più pesanti annunciati da Trump sulle altre merci cinesi. Una prima categoria di 120 prodotti, corrispondenti a importazioni dagli Usa pari a poco meno di un miliardo di dollari, potrebbe essere colpita da dazi del 15 per cento: vi rientrano vino, frutta fresca e tubi di acciaio. A questa lista si aggiungono 8 prodotti, tra cui maiale e alluminio riciclato, su cui pende una tariffa del 25 per cento, ed equivale a 2 miliardi di importazioni cinesi dagli Usa. Non compaiono per ora né la soia né gli aerei, le due maggiori categorie di export americano. Il dazio sulla carne di maiale tuttavia ha un suo peso perché Cina e Hong Kong rappresentano il secondo mercato per l’industria americana delle carni suine. Tanto che il Consiglio americano dei produttori di carni di maiale ha dichiarato: «Nessuno vince in questa serie di rappresaglie, men che meno gli allevatori e i consumatori».

Colpito solo il 2,3% dell’export americano in Cina
Le misure minacciate da Pechino colpiscono complessivamente appena il 2,3% dell’export americano, contro il 10% preso di mira dagli Stati Uniti. Queste tariffe saranno istituite se Pechino non raggiungerà una soluzione negoziata con gli Stati Uniti, ha avvertito il ministero del commercio cinese. Lo spettro della guerra commerciale tra i due giganti ha fatto irruzione su tutti i mercati azionari mondiali, Wall Street ha chiuso in ribasso di quasi il 3% giovedì, Tokyo è crollata del 4,5% e Hong Kong del 2,5% e Shanghai del 3,6 per cento. Le Borse europee viaggiano con ribassi inferiori a un punto percentuale: la reazione più contenuta in Europa si deve anche alla sospensione dai daiz su acciaio e alluminio ottenuta dagli Stati Uniti.

I PRIMI DIECI PARTNER COMMERCIALI DEGLI USA
Dati in miliardi di dollari relative al 2017 (Fonte: Us Census Bureau)

In vigore i dazi su acciaio e alluminio
Proprio oggi infatti sono entrate in vigore le tariffe del 25% sull’acciaio e del 10% sull’alluminio, da cui all’ultimo momento sono stati esentati fino al 1° maggio Unione Europea, Corea del Sud, Australia, Argentina, Brasile, Canada e Messico. I Paesi più colpiti sono quindi Cina, Giappone, India e Russia. E proprio la Russia oggi ha annunciato che preparerà contro-misure per rispondere ai dazi americani. Mentre i leader dell’Unione Europea, riuniti oggi a Bruxelles, hanno chiesto agli Stati Uniti di rendere permanente l’esenzione per la Ue. «Il Consiglio europeo - hanno dichiarato in una nota congiunta - si rammarica per la decisione degli Stati Uniti di imporre tariffe su acciaio e alluminio. La protezione di interi settori è un rimedio inappropriato ai problemi della sovracapacità». La sospensione di soli 40 giorni, ha detto il primo ministro Charles Michel, «equivale a puntare una pistola alla nostra testa».

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