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Caso Selmayr, Katainen: «Questione nelle mani del Parlamento»

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Caso Selmayr, Katainen: «Questione nelle mani del Parlamento»

Katainen (Ansa)
Katainen (Ansa)

Il Selmayrgate continua a tenere banco in Europa. In attesa che la commissione Cocobu dell’Europarlamento (controllo bilanci) approvi il testo della risoluzione sulla nomina-lampo dell’ex capo di gabinetto di Jean-Claude Juncker, torna a parlare della questione il vicepresidente della Commissione europea, Jyrki Katainen.

Interpellato a margine di un incontro con gli studenti dell’Università Bocconi a Milano, Katainen ha detto di «non essere preoccupato per le conseguenze che la vicenda può avere sulla fiducia dei cittadini europei nei confronti delle istituzioni comunitarie. Tuttavia - ha aggiunto - è evidente che si tratta di una questione molto controversa. Ora è nelle mani del Parlamento. Aspettiamo di vedere cosa decideranno gli eurodeputati».

Katainen, ex primo ministro finlandese del partito di centro-destra liberale affiliato al Ppe, è stato l’unico membro del gabinetto Juncker ad esporsi pubblicamente sulla vicenda. Lo aveva già fatto a inizio marzo quando aveva riconosciuto che il collegio dei commissari era stato colto di sopresa quella mattina del 21 febbraio quando Selmayr venne nominato prima segretario generale aggiunto della Commissione e, pochi minuti dopo, segretario generale in seguito alle dimissioni di Alexander Italianer.

A mezzanotte di giovedì 5 aprile è scaduto il termine per presentare gli emendamenti alla bozza di risoluzione del Cocobu. Lunedì 9 saranno discussi dal Comitato per essere poi votati il 16 aprile, prima di andare in plenaria giovedì 19.
«Balza all’occhio il fatto che numerosi emendamenti del Partito popolare europeo - afferma Sven Giegold, eurodeputato verde e relatore su trasparenza, integrità a responsabilità delle istituzioni europee - cercano di indebolire la risoluzione, mentre molte proposte di modifica presentate da altre forze politiche puntano a rafforzare ulteriormente un testo già abbastanza forte».

Nella bozza di risoluzione, infatti, la doppia promozione-lampo di Selmay viene definita «un’azione in stile colpo di Stato».

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