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Le sanzioni contro la Russia mettono ko gli svizzeri di Sulzer

lo scontro con washington

Le sanzioni contro la Russia mettono ko gli svizzeri di Sulzer

Quando le sanzioni contro la Russia mettono in difficoltà anche uno storico gruppo svizzero. Alla Borsa di Zurigo le azioni della Sulzer, attiva soprattutto nella meccanica, hanno affrontato negli ultimi giorni un saliscendi da brivido. Il punto è che l'azionista maggiore di Sulzer è la Renova di Victor Vekselberg, colpito come altri magnati russi dalle sanzioni Usa.
Al termine della settimana scorsa il titolo della società di Winterthur era a 129 franchi, ma l'annuncio delle sanzioni lo ha fatto scendere nei primi tre giorni di questa settimana sino a 99 franchi. Poi, giovedì, la notizia della vendita di un pacchetto di azioni alla società da parte dello stesso Vekselberg lo ha fatto risalire a 116 franchi, ma in chiusura di settimana l'azione è scesa a 113 franchi.


Con la transazione, mirata a far uscire Sulzer dai riflettori di Washington, la quota di Vekselberg si è ridotta dal 63% al 48%, la società ha riacquistato quindi il 15%. Con questa mossa la Sulzer, che nel 2017 ha registrato un fatturato complessivo di 3 miliardi di franchi (2,6 miliardi di euro) pare esser uscita dal meccanismo delle sanzioni ed ha avuto nuovamente accesso ai suoi conti negli Stati Uniti. Ma, evidentemente, il mercato ha ancora qualche incertezza sui riflessi delle sanzioni Usa sul gruppo di Winterthur. Tanto che, dopo il rialzo che ha fatto seguito al passo di Vekselberg, nell'ultima seduta della settimana a Zurigo l'azione ha subito vendite che l'hanno riportata in negativo.


Sulzer ha rassicurato clienti e investitori, precisando che è ora in grado di riprendere le normali attività a livello mondiale. Tra l’altro, il gruppo renderà noti giovedì prossimo i dati sulle commesse nel primo trimestre di quest'anno. Il magnate Victor Vekselberg, cha da tempo ha la residenza in Svizzera, ha partecipazioni importanti anche in altri due gruppi industriali elvetici: Oerlikon (tecnologie) e Schmolz+Bickenbach (acciaio). Anche i titoli di questi ultimi a Zurigo sono scesi nell'ultima settimana, a causa dell'effetto sanzioni Usa.

Ma la contrazione delle quotazioni per questi due gruppi è stata più contenuta rispetto a quella di Sulzer. Ora si apre un periodo in cui Sulzer dovrà probabilmente rassicurare ulteriormente gli investitori sulle conseguenze delle misure stabilite dagli Usa contro un plotone di uomini d'affari russi, sull'onda delle tensioni Washington-Mosca. Un antico marchio svizzero sulle montagne russe delle sanzioni.

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