Mondo

Blitz in Siria, il gran ritorno dell’asse transatlantico

EFFETTI GEOPOLITICI

Blitz in Siria, il gran ritorno dell’asse transatlantico

Theresa May con Donald Trump
Theresa May con Donald Trump

NEW YORK - Di tutti i tweet, più o meno fortunati, che Donald Trump ha inviato prima, durante e dopo la rappresaglia militare contro la Siria, uno contiene un messaggio che va oltre la crisi nel paese mediorientale: rassicura sullo stato e le prospettive dell'alleanza occidentale e dei rapporti transatlantici.

Il Presidente americano ringrazia apertamente e profusamente Francia e Gran Bretagna per la partecipazione diretta nell'attacco agli arsenali chimici di Bashar al-Assad.

Riavvicinamento dopo le tensioni
«Grazie a Francia e Gran Bretagna, per la loro saggezza e la potenza delle loro forze armate. Non avremmo potuto avere un miglior risultato», ha detto Trump.
Tutto ciò non risolve le incertezze sulla strategia americana e occidentale in Siria. Né le fragilità della politica estera americana sotto Trump. È però un segnale di rilievo sulle relazioni transatlantiche vista la loro recente burrascosa storia. Trump ha fatto l'abitudine di criticare i paesi europei e la Nato, sotto le bandiere di America First e di un nazionalismo che emargina il multilateralismo.

Siria, caccia francesi in movimento

Le tensioni con i partner sugli altri dossier
Scontri con la Francia ci sono stati sull'accordo Onu di Parigi sull'ambiente, inviso alla Casa Bianca. Mentre con Londra c’è stata la cancellazione di una programmata visita per l'inaugurazione della nuova ambasciata americana nella capitale del Regno Unito e ci sono state le rimostranze del premier Theresa May per il rilancio da parte di Trump di contenuti prelevati da un sito inglese estremista e razzista. Trump ha scatenato tensioni sul commercio con l'Unione Europea. E ha messo in discussione l'efficacia dell'Alleanza Atlantica e il contributo degli alleati alla spesa militare e difesa collettiva.

L'asse occidentale si è ricomposto sulla Siria. Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna hanno coordinato strettamente e accuratamente l'iniziativa. La Germania pur senza parteciparvi ha sottoscritto l'azione. Un'operazione che ha coinvolto navi, aerei e sottomarini dei tre paesi. Il Pentagono ha potuto dichiarare successo nel bombardamento, anche se ha ammesso che Assad potrebbe avere ancora capacità di produrre arsenali chimici.

Il rapporto stretto Trump-Macron
La Nato, in una riunione d'urgenza, ha espresso il sostegno alla missione avvenuta. Il Segretario generale dell'Alleanza Jens Stoltenberg ha detto che non esistevano alternative alla rappresaglia contro la brutalità di Assad. «Dobbiamo difendere la messa al bando delle armi chimiche», ha dichiarato Stoltenberg.
Il Presidente francese Emmanuel Macron ha svolto un ruolo cruciale nel facilitare le condizioni per un intervento collettivo senza intralci. Con Trump ha ormai stabilito una relazione personale, anche se politicamente non sempre comoda. Un rapporto manifestatosi l'anno scorso nell'invito a Trump alle festivita' per l'anniversario della presa della Bastiglia. E questo mese Macron visitera' gli Stati Uniti e parlera' al Congresso, diventando il primo leader straniero in visita di Stato nell'era Trump.

© Riproduzione riservata