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Anche il Regno Unito si muove contro Zte: «Dai suoi prodotti rischi…

IL GIGANTE cinese DELLE TLC

Anche il Regno Unito si muove contro Zte: «Dai suoi prodotti rischi per la sicurezza nazionale»

Dopo gli Stati Uniti, anche il Regno Unito lancia una forte allerta su Zte, il produttore della Repubblica Popolare Cinese specializzato in smartphone e servizi di infrastrutture di rete. A farlo è il National Cyber Security Centre (Ncsc) britannico, l’agenzia governativa per la cybersicurezza britannica, che in una nota spiega che «Il Ncsc valuta che i rischi per la sicurezza nazionale derivanti dall'uso di apparecchiature o servizi Zte nel contesto dell'attuale infrastruttura di telecomunicazioni del Regno Unito non possono essere ridotti». Come conseguenza, Ncsc allerta le società di telecomunicazioni che operano nel Regno Unito di evitare di stringere accordi con il colosso cinese, in quanto questi potrebbero comportare «rischi potenziali» per la sicurezza nazionale. Attualmete, Zte ha in corso una partnership di ricerca con Bt, ma la società britannica ha dichiarato che ciò non significa che tecnologie e prodotti della società cinese vengano commercializzati nel Regno Unito. Una portavoce di Bt ha infatti dichiarato al Financial Times che «BT prende molto seriamente la sicurezza delle infrastrutture nazionali critiche del Regno Unito e ha un solido sistema di test per garantire che le apparecchiature di tutti i fornitori utilizzate nella nostra rete rimangano sicure».

Negli Usa divieto di vendere componenti a Zte per 7 anni
L’intervento dell’Ncsc segue quello del dipartimento del Commercio Usa, che poche ore prima aveva vietato alle aziende americane di vendere componenti al produttore di telefoni cinese Zte per sette anni. Secondo il governo Usa l'azienda cinese ha violato ancora una volta l'embargo previsto sulla vendita di prodotti all'Iran e alla Corea del Nord. In realtà Zte nel 2017 aveva deciso di patteggiare e pagare agli Stati Uniti una multa da 1,19 miliardi di dollari per aver inviato prodotti tecnologici ai due stati, nonostante Washington li avesse sanzionati per isolarli.

Tuttavia, scrive il dipartimento del Commercio, per arrivare a un accordo, Zte ha mentito alle autorità americane e non ha rispettato i termini del patto. Infatti invece di licenziare gli executive che avevano progettato e gestito l'invio di materiale in Iran e in Corea del Nord, li avrebbe premiati.

La decisione del dipartimento del Commercio si inserisce nell'ambito delle crescenti tensioni commerciali fra Washington e Pechino, sulle quali pesa la scure di dazi di Donald Trump, pronto a colpire 150 miliardi di dollari di prodotti Made in Cina. Zte è tra i primi cinque produttori di tecnologia in Cina e ha oltre 74.000 impiegati.

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