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1/4 I dazi di Hoover che acuirono la grande depressione

    GUERRE COMMERCIALI

    Da Hoover a Nixon da Reagan a Bush: le lezioni dimenticate dagli Usa sui dazi

    Il 3 aprile l'amministrazione Trump ha presentato una lista di circa 1.300 prodotti cinesi da sottoporre a dazi aggiuntivi del 25%. La lista comprende metalli, prodotti chimici e farmaceutici, macchinari, apparecchi elettrici, elettronici e ottici, autoveicoli e altri mezzi di trasporto. Sono già entrati in vigore, il 23 marzo, i dazi del 25% all'importazione Usa di acciaio e del 10% a quella di alluminio. Al momento sono temporaneamente esentati dal pagamento delle tariffe, fino al prossimo 1° maggio, una serie di Paesi tra cui l'Unione europea. In realtà come ricorda una recente nota del Centro studi di Confndustria l'imposizione di dazi sui metalli da parte degli Stati Uniti non è certo una novità. Ci sono dei precedenti. Eccoli.

    1/4 I dazi di Hoover che acuirono la grande depressione

    L'esempio più noto del protezionismo americano risale all'inizio della Grande Depressione: nel 1930 l'amministrazione Hoover approvò lo Smoot-Hawley Tariff Act, che impose tariffe medie sulle importazioni Usa suscettibili di dazi fino al 59% (sul totale delle importazioni si arrivò al 20% in media). Questa misura causò una serie di ritorsioni, tra cui quella del Canada e di altri Paesi europei, favorendo il crollo degli scambi con l'estero che accompagnò la caduta del Pil mondiale e allungò i tempi di risalita dalla recessione. Nel giro di tre anni le importazioni degli Stati Uniti crollarono del 66% e le esportazioni del 61%. Come oggi, la grande maggioranza degli economisti si schierò contro le barriere tariffarie, firmando una famosa lettera al Congresso americano sui danni del protezionismo e i rischi per la pace. La lettera termina così: “I dazi più elevati indicati in questa proposta di legge violano.. invitano apertamente le altre nazioni a competere con noi alzando ulteriori barriere commerciali. Una guerra dei dazi non offre terreno fertile alla crescita della pace mondiale”

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