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guerra di potere a bruxelles

Selmayrgate: il Parlamento Ue chiede di riaprire la procedura di nomina

Jean-Claude Juncker  e  Martin Selmayr (Afp)
Jean-Claude Juncker e Martin Selmayr (Afp)

Il Parlamento europeo chiede che la Commissione Ue riapra la procedura di nomina del segretario generale in modo «da concedere ad altri possibili candidati all’interno dell’amministrazione comunitaria la possibilità di candidarsi» al posto che il 21 febbraio scorso è stato assegnato - in pochi minuti - a Martin Selmayr, allora capo di gabinetto del presidente Jean-Claude Juncker. È questo, in estrema sintesi, il senso della risoluzione approvata lunedì sera dal Cocobu, il comitato dell’europarlamento di controllo sui bilanci delle istituzioni europee, sulla nomina di Selmayr.

Il testo andrà ora all’esame della plenaria mercoledì 18 aprile, per l’adozione finale. Nella sostanza, è stato affermato dal Parlamento che la procedura di nomina seguita per la doppia promozione di Selmayr, prima segretario generale aggiunto e poi segretario generale in seguito alle dimissioni di Alexander Italianer, non è stata regolare perché ha escluso tutti gli altri potenziali candidati. Pur essendo stata scongiurata, per ora, la rev0ca della nomina che era il rischio più grosso, per Juncker e Selmayr si apre una situazione delicata con almeno tre scenari possibili: il testo passa così com’è, la porcedura viene ripetuta ma sia Selmayr sia Juncker restano in sella, anche se «molto acciaccati»; seconda ipotesi: in plenaria passa l’emendamento sulla revoca di Selmayr, sostanziale sfiducia a Juncker che a quel punto dovrebbe trarne le conseguenze; terza ipotesi - la meno accreditata - il neosegretario generale si dimette spontaneamente.

«Questo è un duro colpo per la Commissione» ha affermato l’eurodeputato verde Sven Giegold, relatore per la trasparenza e l’integrità delle istituzioni europee. «Una grande maggioranza chiede alla Commissione europea di riaprire la procedura di nomina per il Segretario generale, mentre il Parlamento riconosce che ciò potrebbe rivelarsi giuridicamente difficile. Il Parlamento chiede di organizzare tutte le nomine in un modo aperto e trasparente.Tutto il ricatto di Juncker non ha impedito al Parlamento di adottare una relazione molto critica e chiedere conseguenze difficili. Il controllo parlamentare ha prevalso sul gioco politico».
Nel testo della risoluzione approvata a larga maggioranza (21 a favore, 3 contrari, 4 astenuti) si aggiunge in ogni caso che il Parlamento «è consapevole che una revoca di un atto amministrativo non è generalmente possibile a causa di vincoli giuridici».

Sotto accusa «la pratica diffusa di riempire posizioni attraverso trasferimenti interni nella forma di riassegnazione di posti anche per posizioni senior» e la mancata «notifica appropriata allo staff» della posizione libera.
Nella risoluzione gli europarlamentari affermano che non è possibile la revoca della nomina ma chiede per il futuro di procedere «in modo aperto e trasparente». Viene anche contestato il metodo del “paracadutaggio” nei posti di massima responsabilità tecnica e il rischio del prevalere delle «influenze politiche». Infine il Parlamento ribadisce che non esisteva «alcuna situazione grave e urgente per giustificare» una procedura così veloce che ha sorpreso tutti i commissari, tranne il responsabile del bilancio e al personale, Gunter Oettinger, e il primo vicepresidente Frans Timmermans, avvisati prima della riunione del collegio.

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