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Montenegro: “Mercato interessante e in crescita”

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Montenegro: “Mercato interessante e in crescita”

Luca Zelioli ambasciatore del Montenegro (Imagoeconomica)
Luca Zelioli ambasciatore del Montenegro (Imagoeconomica)

Il Montenegro ha imbracciato con decisione la strada dell'Europa: è questa una, ma non certo la sola, delle ragioni per cui le imprese italiane – Pmi comprese – dovrebbero considerare con attenzione le crescenti opportunità di business, per la cui esplorazione l'ambasciata italiana è pronta a offrire il suo supporto. E' il messaggio che lancia il nuovo ambasciatore Luca Zelioli, da poco insediatosi nella sede diplomatica italiana nel centro di Podgorica, in una via che pullula di insegne del “ Made in Italy”. “Il Montenegro ha una aspirazione fondamentale: quella di entrare in un prossimo futuro nell'Unione Europea – afferma anzitutto Zelioli - Attualmente e' il Paese candidato che si trova in pole position, per usare una terminologia da Formula Uno, nel negoziato con la Ue rispetto ad altri Paesi balcanici, che comunque stanno cercando anche loro di aderire a questa prospettiva europea”. Se la “road map” delineata da Bruxelles cita l'ipotesi 2025 per l'eventuale ingresso sia del Montenegro sia della Serbia, è ovvio che Podgorica sia in vantaggio: basti pensare che alcuni giorni fa ha sostanzialmente risolto il problema dei suoi confini con il Kosovo, questione invece ancora lacerante per Belgrado. Il nuovo (ma anche fin troppo veterano…) presidente del Montenegro Milo Dukanovic, appena eletto domenica scorsa, ha anzi dichiarato in campagna elettorale un obiettivo a cinque anni per l'entrata nella Ue.
NUOVE OPPORTUNITÀ. “Come Italia, abbiamo gia' una importante presenza economica. Le relazioni commerciali sono eccellenti e anzi il nostro surplus e' quasi imbarazzante. Credo tuttavia che ci sia ancora molto spazio per intensificare questo rapporto.- continua Zelioli- Ne ho parlato con il primo ministro Marcovic. Il settore energetico il settore infrastrutturale ma anche altri comparti come quello dello sviluppo del turismo sostenibile, della protezione ambientale, dell'agricoltura e dell'agroalimentare sono qui visti come prioritari. Credo che costituiscano ottime opportunità anche per i nostri operatori economici”.

Montenegro: Mercato interessante e in crescita

Il Montenegro è reduce da una crescita economica che l'anno scorso è salita al +4,3%/4,4%. “E' un Paese che sta puntando molto sulla modernizzazione e sull'apertura agli investimenti internazionali – dice l'ambasciatore - Tra l'altro e' un Paese a noi vicinissimo non solo geograficamente ma per legami storici, culturali e politici. Basti pensare che l'italiano e' la seconda lingua straniera più diffusa. In più, ha anche un altro vantaggio per gli operatori economici europei: ha adottato l'euro”. Visto che a suo tempo si era ancorato al marco tedesco, il Paese dell'ex Jugoslavia ha infatti ottenuto una deroga informale per cui risulta di fatto già dentro l'area euro, senza dover peraltro sottostare alle formalità necessarie a una adesione ufficiale all'Eurozona. “Vorrei segnalare alle imprese italiane che ci sono opportunità importanti e le inviterei a esplorare queste opportunità' – conclude Zelioli - . Una delle priorita' di questa ambasciata e' quella di dare la massima attenzione alle nostre imprese. Non solo quelle gia' presenti, ma quelle che volessero provare a entrare su questo mercato, piccolo ma molto interessante. Segnalo che l'ambasciata e' a completa disposizione per quei nostri operatori e imprese che volessero avere una prima presa di contatto con la realtà montenegrina e anche per indirizzare questi nostri operatori, anche a livello di Pmi che qui sono ritenute un potenziale interlocutore economico molto importante. Possiamo indirizzarli dopo la prima presa di contatto verso gli interlocutori montenegrini più utili per capire se effettivamente ci siano concrete possibilità di entrare su questo mercato”.
ESPERIENZE INCERTE, FUTURO PROMETTENTE. Certo alcune esperienze del passato sono state negative. In particolare, l'investimento di A2A nell'utility EPCG si è rivelato un incubo, da cui il gruppo lombardo sta uscendo con perdite e sconcerto (anche per ripetute iniziative giudiziaria a suo danno). Tra i grandi gruppi, Terna sta completando il primo cavo sottomarino per la trasmissione di energia da una sponda all'altra dell'Adriatico (ne è previsto un secondo): un progetto che ha anch'esso incontrato complicazioni. L'Eni ha intanto avviato l'esplorazione offshore al largo della costa montenegrina in tandem con la russa Novatek. Altre imprese cercano di inserirsi nel boom immobiliare e turistico in corso. Pizzarotti, ad esempio, è impegnata nella realizzazione di un megacomplesso turistico di lusso alle Bocche di Cattaro, Portonovi, quasi dirimpettaio a Porto Montenegro, altro resort molto lussuoso che è stato definito la “Montecarlo dell'Adriatico”. Pizzarotti è coinvolta anche nel progetto di funivia tra Cattaro e Cettigne. Il turismo invernale promette di svilupparsi anche sulle montagne verso il confine con la Serbia. Non è escluso che imprese italiane possano cooperare con quelle cinesi che stanno costruendo l'autostrada che dal porto di Bar arriverà al confine serbo e poi a Belgrado: un maxiprogetto che, secondo alcuni centri studi rischia di gravare il Paese con un forte indebitamento a lungo termine. Quanto all'interscambio, negli ultimi anni si nota un constante aumento delle nostre esportazione e una diminuzione del già magro import italiano. Nel 2017 abbiamo esportato per 168,5 milioni di euro a fronte di importazioni per soli 13 milioni. Risultiamo al quarto posto trai principali fornitori, con un surplus “imbarazzante”. Per questo, come rivela l'ambasciatore, il premier Dusko Markovic (quello diventato famoso per esser stato sgomitato da Donald Trump al suo primo vertice Nato) desidererebbe un impegno delle Pmi italiane in diversi settori. Magari con realizzazioni in loco e non solo esportando macchinari o beni di lusso.

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