Mondo

Nord Corea, stop ai test. Ma Pyongyang vuole restare un Paese nucleare

  • Abbonati
  • Accedi
L’ANNUNCIO DI Kim Jong-un

Nord Corea, stop ai test. Ma Pyongyang vuole restare un Paese nucleare

Fino a ieri la Corea del Nord non aveva ufficialmente detto nulla sulle sue intenzioni: anche l'invito di Kim Jong-un a un summit era stato trasmesso tramite i sudcoreani. La svolta e' arrivata dopo una riunione speciale del Partito dei Lavoratori, seguita da un annuncio al mondo che autorizza un forte ottimismo per il summit intercoreano del 27 aprile e un ottimismo solo cauto per il successivo vertice previsto intorno agli inizi di giugno tra il leader nordcoreano e il presidente americano Donald Trump.

Lo stesso Trump, del resto, ha subito twittato che si tratta di “very good news” e “big progress”. In sostanza, Pyongyang ha annunciato che non farà più test missilistici (neanche a medio raggio) e nucleari e che chiuderà il principale sito per i test atomici, quello di Punggye-ri. Ha anche evidenziato la volontà di dare un rinnovato impulso all'economia del Paese. La novità è stata accolta con grande favore a Seul e Pechino. Meno a Tokyo, dove il premier Shinzo Abe ha sottolineato che quello che realmente conta è una denuclearizzazione completa e verificabile della penisola coreana.

Qui sta il punto e la grande difficoltà. Le “concessioni” di Pyongyang riguardano il futuro e non il passato. Anche altre manifestazioni di apertura negoziale del Nord rivelate dai sudcoreani – come il lasciar cadere le pregiudiziali sulla presenza delle truppe Usa al Sud o sull'accettazione delle periodiche manovre congiunte tra forze armate americane e sudcoreane – non impegnano in realtà a nulla di concreto il regime. Non ci sono indicazioni sul fatto che il regime sia pronto a smantellare il suo arsenale atomico. Certo questo potra' entrare in un lungo processo negoziale, ma è molto verosimile che la Corea del Nord chieda ampie concessioni dalle controparti – in particolare sotto forma di allentamento delle sanzioni internazionali e anzi di ripresa di una collaborazione economica, specie con il Sud – prima che la questione della denuclearizzazione faccia passi avanti.

Il mondo, insomma, può tirare un sospiro di sollievo. Ma le difficoltà sono ancora tante perché si arrivi a un trattato di pace che sostituisca l'armistizio in vigore dal 1953 e che normalizzi i rapporti di Pyongyang con i suoi vicini e con gli Stati Uniti. Il rischio di involuzioni pesa sui negoziati. Ma e' gia' tanto che siano avviati pochi mesi dopo il rullio di tamburi di guerra.

© Riproduzione riservata