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Alfie ora viene nutrito, a 36 ore dal distacco del ventilatore meccanico

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Cdm dispone cittadinanza italiana al piccolo

Alfie ora viene nutrito, a 36 ore dal distacco del ventilatore meccanico

Il piccolo Alfie Evans, il bimbo inglese affetto da una patologia neurologica degenerativa sconosciuta e ricoverato all'ospedale pediatrico Alder Hey di Liverpool, è tornato a ricevere nutrimento assistito, dopo aver resistito senza “per 36 ore” ed essere ormai entrato nel secondo giorno di vita, contro le previsioni dei medici, dopo il distacco della ventilazione meccanica. Lo ha detto papà Tom all’ITV. «Alfie - ha aggiunto - resiste ancora bene come può. Sta lottando e continua a non soffrire, non ha apnee né dà segno di provare dolore».

«È tempo che ad Alfie sia fatta la grazia, riconosciuta la dignità di tornare a casa o andare in Italia», dice il papà, ricordando come si sia deciso a tentare la carta di un nuovo ricorso in appello per cercare di ottenere il trasferimento del suo bimbo dall’ospedale di Liverpool. In un primo tempo aveva detto no, «ero stanco di questi ricorsi respinti», ma poi è stata la stessa Corte d’Appello a far sapere al suo avvocato di essere disponibile: «Noi pensiamo possa essere il segno di una svolta clamorosa».

Il giudice dell'Alta Corte britannica Anthony Hayden ha infatti chiesto ai medici dell'ospedale Alder Hey di Liverpool di valutare se consentire al padre e alla madre di riportare a casa Alfie. Ma è stato categorico anche nel confermare il «no» al trasferimento del piccolo in Italia, chiudendo l'udienza come «l'ultimo capitolo nella storia di questo straordinario bambino». Un verdetto che non apre spiragli neppure alla richiesta del legale dei genitori di riesaminare l'opzione italiana fra un paio di giorni nel caso in cui i medici di Liverpool non consentano a papà Tom e mamma Kate di riportare almeno il bambino a casa: come lo stesso giudice ha chiesto loro di valutare, seppure senza obblighi. Ora si attende la risposta dell'ospedale. Il giudice ha inoltre criticato alcune persone vicine ai genitori accusandole di dare «false speranze».

Alfie: bimbo ancora vivo a 9 ore distacco respiratore

Notte senza ventilatore
La decisione è giunta dopo una notte trascorsa senza il ventilatore e superata dal piccolo Alfie, di 23 mesi. Al bimbo sono allora state riattaccate le cannule nasali per l’apporto di ossigeno, come ha fatto sapere la madre del piccolo, Kate James. «Ad Alfie è stato assicurato l’ossigeno e l’acqua! È sorprendente. Non importa cosa accadrà, ha già dimostrato che i medici si sbagliano», ha scritto la madre in un post pubblicato con due foto del piccolo. Il padre del bambino, Tom Evans, ha aggiunto che il bimbo non ha avuto neppure acqua o cibo «per sei ore», ma poi è stato idratato dai sanitari.

Nel primo pomeriggio di martedì, intanto, il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro Marco Minniti, ha deliberato il conferimento della cittadinanza italiana ad Alfie. La decisione - si legge nel comunicato diffuso al termine di una riunione lampo - è stata presa «in considerazione dell'eccezionale interesse per la Comunità nazionale ad assicurare al minore ulteriori sviluppi terapeutici, nella tutela di preminenti valori umanitari che, nel caso di specie, attengono alla salvaguardia della salute». E anche il consiglio comunale di Genova ha votato all'unanimità (36 voti a favore su 36 presenti) un ordine del giorno 'fuori sacco' che si esprime a favore della possibilità che l'ospedale Gaslini possa accogliere e curare Alfie.

Il bimbo ha superato la notte senza respiratore
La macchina per la ventilazione respiratoria era stata staccata ad Alfie lunedì sera, all’incirca alle 22.30 ora inglese, dopo una giornata densa di polemiche e contatti diplomatici in cui al bimbo è stata concessa la cittadinanza italiana. Intanto l'equipe dell’ospedale Bambino Gesù di Roma si tiene pronta per partire in pochi minuti con un aereo fornito dal ministro Pinotti. «In questo momento Alfie ha la mascherina per l'ossigeno però c'è bisogno di trasportarlo», ha detto a Radio24 la presidente dell’ospedale pediatrico della Santa Sede, Mariella Enoc.

Enoc a Radio24: Lequipe del Bambino Gesù pronta a partire con un aereo fornito dal ministro Pinotti

Cittadinanza italiana per Alfie
Anche il governo italiano era infatti sceso in campo nella vicenda del piccolo Alfie Evans. La Farnesina aveva reso noto che i ministri degli Esteri Alfano e dell’Interno Minniti avevano concesso la cittadinanza italiana al bambino, sperando che questo consentisse al piccolo l’immediato trasferimento in Italia.

Come conseguenza diretta della mossa italiana, Anthony Hayden, il giudice della corte d'appello britannica che nei giorni scorsi aveva firmato il verdetto che autorizza i medici di Liverpool a staccare la spina al piccolo Alfie Evans, ha deciso di avere un confronto telefonico “urgente” con i rappresentanti legali italiani che assistono la famiglia nella battaglia per continuare a dare assistenza al bambino, che però ha dato un esito negativo.

La concessione della cittadinanza italiana - spiegava Maria Pia Garavaglia, vice presidente del Comitato Nazionale di Bioetica (Cnb) potrebbe essere più che un atto formale: «In Italia, con il biotestamento, abbiamo una legge esplicita sul fine vita e, per quanto riguarda i minori, i titolari del diritto di scelta sono i genitori - commentava Garavaglia -. È evidente che con l'acquisizione della cittadinanza italiana si applicherà la legge italiana, quindi saranno i genitori a decidere». Nel frattempo era intervenuto il padre del piccolo, Thomas Evans, che su Facebook scriveva: «Ad Alfie è stata riconosciuta la cittadinanza italiana, attendiamo che il ministro degli esteri italiano chiami Boris Johnson. Alfie appartiene all’Italia». Alfano e Johnson sono oggi entrambi a Toronto per la riunione del G7 dei ministri degli Esteri.

Per il piccolo Alfie si è mosso anche papa Francesco, che attraverso Twitter ha detto: «Commosso per le preghiere e la vasta solidarietà in favore del piccolo Alfie Evans, rinnovo il mio appello perché venga ascoltata la sofferenza dei suoi genitori e venga esaudito il loro desiderio di tentare nuove possibilità di trattamento».


Manifestanti davanti all’ospedale di Liverpool
Oltre centro persone si erano radunate lunedì dinanzi all'ospedale pediatrico Alder Hey di Liverpool, dove è ricoverato il piccolo Alfie, dopo l’annuncio del padre Tom dell’avvio delle procedure di distacco dei macchinari per l’assistenza vitale al bimbo. I manifestanti sostengono i genitori nella battaglia contro la decisione della magistratura britannica di autorizzare i medici a staccare la spina. Diverse persone si tenevano per mano, a formare una sorta di catena umana, cantando e scandendo slogan come “Save Alfie Evans!”, “Salviamo Alfie Evans!”.

Presso l’ospedale è arrivata - inviata dal Papa - Mariella Enoc, presidente del Bambino Gesù di Roma, ospedale che s'era offerto di accogliere Alfie, per continuare i trattamenti e l'assistenza vitale, ma senza convincere la giustizia britannica a rivedere il verdetto che ha dichiarato essere «nel miglior interesse» del bambino staccare la spina. I genitori contestano che il piccolo sia in fase terminale e postano immagini e video che mostrano chiari barlumi di coscienza. Alfie, infatti, è stato colpito da una patologia neurologica considerata grave e che secondo i medici britannici ha danneggiato irrimediabilmente gran parte del suo cervello, ma è indicato in stato «semivegetivo», non in coma, e manca una diagnosi esatta della malattia.

Nel “Piano per la sospensione del trattamento”, una sorta di documento di
indicazioni trasmesso dall'Ospedale di Liverpool al padre del bimbo, che lo ha pubblicato su Facebook, si indicava nelle 13 orario inglese (le 14 in Italia) l’inizio delle operazioni per il distacco dei macchinari che tengono in vita il piccolo Alfie.

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