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Toronto, furgone contro la folla: 10 morti. Il killer è uno…

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Toronto, furgone contro la folla: 10 morti. Il killer è uno studente

Un furgone lanciato sulla folla per 1.600 metri all’ora di pranzo, in un’affollata zona pedonale. Èdi dieci morti e 15 feriti il bilancio dell’attacco avvenuto lunedì a Toronto. Un copione già visto, anche se la polizia canadese al momento esclude la pista del terrorismo.

Il conducente-killer, che con un furgone bianco preso a noleggio ha fatto strage di passanti su un marciapiede, ora ha un nome e cognome. Dopo essere stato arrestato è stato identificato in Alek Minassian, 25 anni, cittadino canadese forse di origini armene. Un «attacco deliberato», spiegano gli investigatori, anche se al momento - ha sottolineato il capo della polizia di Toronto - non sono stati individuati rischi per la sicurezza nazionale. Minassian è comparso oggi davanti alla Corte di Toronto, dove è stata formalizzata l’accusa di omicidio volontario e di tentato omicidio nei suoi confronti. Quella di Toronto è la più grave strage avvenuta su suolo canadese dal 1989.

Tutte le piste sono ancora battute, ma fonti vicine alle indagini spiegano come quella principale seguita in queste ore dagli investigatori sia legata al gesto di una persona instabile mentalmente, con disturbi psichici di cui l'uomo soffrirebbe. Ma di Minassian si sa ancora molto poco. Residente a Richmond Hill, una localita' dell'Ontario a mezzora di macchina da Toronto, sarebbe uno studente universitario iscritto al Seneca College, un ateneo specializzato soprattutto in arti applicate, design e tecnologie, e dove Minassian pare studiasse informatica. La polizia ha smentito alcuni report sui media locali secondo cui Alek sarebbe una persona già nota alle forze dell'ordine, che lo avrebbero preso di mira in passato.

Altre fonti invece rivelano una scoperta che sarebbe stata fatta dagli investigatori ma non confermata: l'uomo avrebbe più volte fatto ricerche sul web per avere più informazioni possibili sulla strage del 2014 di Isla Vista, in California, quando un ragazzo di 22 anni investì e uccise 6 persone e ne ferì altre 14 nei pressi del campus di Santa Barbara. Minassian comunque non sarebbe affiliato ad alcun gruppo terroristico organizzato e - confermano negli ambienti investigativi, non ci sarebbero al momento evidenze di una sua eventuale radicalizzazione.

Intanto è diventato virale il video del poliziotto eroe che ha fermato il conducente-killer dopo la sua corsa omicida. Questi sceso dal furgone ha puntato una pistola contro l'agente urlando di sparargli. Il poliziotto ha però mantenuto la calma, e puntando a sua volta la pistola contro Minassian lo ha convinto a desistere dopo una breve ma concitata trattativa, al termine della quale il killer è stato ammanettato.

Altissima la tensione nella metropoli canadese dove in questi giorni sono in corso i lavori di alcuni G7 ministeriali, come quello dei ministri degli Esteri e quello dei ministri dell’Interno, a cui partecipano sia Angelino Alfano sia Marco Minniti. Anche se la sede di questi eventi dista circa 30 chilometri dal luogo dell’incidente. La circostanza aveva suscitato l’allarme terrorismo, anche se con il passare delle ore l’ipotesi è scemata. A confermarlo la stessa polizia di Toronto: durante un brifieng sulla vicenda un portavoce ha riferito che «non c'è alcun rischio per la sicurezza nazionale e al momento non c'è alcuna connessione con un possibile atto di terrorismo».

“L’Italia vicina alle famiglie colpite, alla città di Toronto e al Canada”. Lo scrive su Twitter il presidente del consiglio Paolo Gentiloni, rilanciando la dichiarazione del primo ministro canadese Justin Trudeau di cordoglio per le vittime del furgone che si è scagliato sui passanti ieri a Toronto.

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