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ECONOMIA IN FRENATA

Gran Bretagna, il Pil si è fermato (+0,1%): peggior risultato dal 2012

La premier britannica Theresa May (Afp)
La premier britannica Theresa May (Afp)

Delude l’economia britannica, complice il maltempo ma anche l’incertezza legata alle estenuanti trattative per la Brexit. Il Pil dell’isola è salito dello 0,1% congiunturale nel primo trimestre e dell'1,2% tendenziale (cioè sullo stesso periodo dello scorso anno), secondo le stime preliminari diffuse dall’Istituto di statistica, che sono al di sotto delle attese (+0,3% e +1,4% rispettivamente).

Si tratta della peggior performance dal 2012, su cui hanno avuto un peso le forti nevicate invernali, che hanno rallentato l’attività edilizia. Nell’ultimo trimestre del 2016 il Pil era cresciuto dello 0,4 per cento.

Rialzo dei tassi in bilico
Le nuove statistiche riaprono il dibattito su quello che farà la Banca d’Inghilterra il 10 maggio. Le attese fino ad oggi erano per un rialzo dei tassi di interesse, il secondo dopo quello del novembre scorso che ha portato il costo del denaro dallo 0,25 allo 0,50 per cento. Si vedrà nei prossimi giorni se i membri del Comitato di politica monetaria della Bank of England cambieranno opinione. Nel dettaglio, nel periodo gennaio-marzo i servizi sono cresciuti dello 0,3%, l’industria dello 0,2% mentre le costruzioni sono scese del 2,3 per cento.

Su Brexit Theresa May in difficoltà
I dati non certo esaltanti che provengono dall’economia si sommano a un quadro politico sempre più incerto a causa delle difficili trattative con l’Unione Europea per la Brexit, che, è bene ricordarlo, prevedono un’uscita del Regno Unito entro il marzo 2019, cioè tra meno di un anno.

Ieri La Camera dei Comuni ha approvato una mozione che auspica una forma di «efficace unione doganale» fra Regno Unito e Ue anche per il dopo Brexit. La mozione, proposta dai banchi dell'opposizione laburista, è passata per acclamazione, con il consenso di una pattuglia di conservatori dissidenti, malgrado l'opposizione del governo Tory di Theresa May.
L'esecutivo, come è prassi per questo tipo di iniziative dimostrative, si è alla fine astenuto, evitando una conta. Ma il dibattito ha confermato i rischi per la maggioranza in occasione del futuro voto, politicamente ben più pesante, sull'emendamento ad hoc destinato ad essere discusso fra poche settimane nella lettura definitiva della cruciale legge quadro sulla Brexit.

Bce e Boe insieme per monitorare i rischi di Brexit
Sempre in tema di Brexit, anche le authority si attrezzano per esaminare i rischi per il sistema finanziario. La Bce e Boe organizzeranno infatti un gruppo di lavoro tecnico sulla gestione del rischio nel settore dei servizi finanziari attorno alla data del 30 marzo 2019. Ne dà notizia la Bce sul suo sito spiegando che il gruppo sarà presieduto congiuntamente dal presidente della Bce e dal governatore della Banca di Inghilterra. La commissione europea e il Tesoro del Regno Unito parteciperanno in qualità di osservatori mentre le altre autorità di riferimento saranno invitate di volta in volta per discutere temi particolari. Bce e Boe riferiranno su base regolare alla Commissione Europea e al Tesoro britannico. «La responsabilità primaria - si spiega nel comunicato Bce - di fare i dovuti preparativi per Brexit rimane in capo agli attori del mercato». Questo gruppo di lavoro tecnico è separato dai negoziati in corso fra Ue e Regno Unito per definire le condizioni del divorzio e le modalità future dei rapporti bilaterali.

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