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Nord Corea, vertice Trump-Kim il 12 giugno a Singapore

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Nord Corea, vertice Trump-Kim il 12 giugno a Singapore

L’attesissimo vertice tra Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jon-un si terrà a Singapore il 12 giugno. Lo ha annunciato il presidente americano con un tweet in cui ha aggiunto: «Cercheremo entrambi di renderlo un momento molto speciale per la Pace Mondiale!».
Ieri Trump aveva anticipato che il summit non si sarebbe tenuto nella località alla quale in un primo momento sembrava aver dato la sua preferenza, ossia la Peace House di Panmunjom (lungo la linea militare di confine tra le due Coree) dove si è già svolto a fine aprile il summit tra Kim e il presidente sudcoreano Moon Jae-in. Moon volerà negli Usa il 22 maggio per un incontro con Trump in vista del delicato faccia a faccia tra due leader che l’anno scorso si erano insultati e minacciati reciprocamente.

L’atmosfera appare cambiata, come lo stesso Trump ha sottolineato andando questa notte (poco prima delle 3 ora locale) alla base di Andrews ad accogliere, assieme alla moglie Melania, i tre cittadini americani di origine coreana appena liberati dalla detenzione in Corea del Nord (lo stesso segretario di Stato Mike Pompeo era andato a Pyongyang a prenderli in consegna). Il nuovo gesto distensivo da parte di Kim consente al presidente americano di evidenziare il successo della sua strategia che ha combinato massime pressioni sanzionatorie (e minacce) all’accettazione senza riserve di un incontro con il leader nordcoreano.

Il summit intercoreano di Panmunjom ha aperto la prospettiva di arrivare a un trattato di pace che sostituisca il regime di armistizio in vigore dal 1953. Le difficoltà appaiono però ancora grandi. Gli Usa chiedono che Kim rinunci al suo arsenale nucleare in modo completo, permanente e verificabile. Il leader nordcoreano ha sospeso i test missilistici e nucelari e ha accettato l’idea di arrivare a una “denuclearizzazione” della penisola, un concetto che molto probabilmente per lui va ben oltre un suo sacrificio unilaterale. Inoltre Kim ha parlato della necessità che ci siano misure “a fasi” e «sincronizzate» delle parti in causa, lasciando intendere che esigerà quantomeno un allentamento delle sanzioni internazionali ben prima di una sua eventuale rinuncia all’arsenale atomico.

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